ANNO 16 n° 275
Marini tenta il bis a Palazzo dei Priori
In giornata l'annuncio ufficiale della (ri)candidatura del primo cittadino uscente
Ok quasi unanime di Pdl, FdI e Lega, ma dalla Destra spunta una ''pazza idea'':
candidare Claudio Margottini, genius loci di Viva Viterbo, per ''disarmare'' Rossi
22/03/2013 - 04:00

VITERBO – (b.m.) Sarà ancora una volta Giulio Marini a guidare le truppe di quel che rimane del centrodestra viterbese alla riconquista di Palazzo dei Priori. Il sindaco uscente ha sciolto la riserva l’altra sera, dopo l’ennesima assicurazione di sostegno pressoché unanime del gruppo consiliare Pdl, delle varie anime del suo partito e dei Fratelli d’Italia. A sostenerlo, secondo quanto si è appreso, oltre alle liste di partito, ci saranno anche due o tre formazioni civiche. Certo anche l’appoggio della Lega Federalista di Umberto Fusco. Per la verità, nel Pdl non è filato tutto liscio come l’olio: il presidente della Provincia Marcello Meroi si sarebbe mostrato piuttosto tiepido sul nome di Marini. Ma alla fine, preso atto che non ci sono altri personaggi spendibili, sarebbe capitolato.

Resta tutto da sciogliere, invece, il nodo della Destra di Andrea Scaramuccia, che alle recenti regionali ha ottenuto il 3,3%, cui va aggiunto almeno in parte l’1,7% della Lista Storace. Circa un 5%, quindi, che potrebbe avere un peso determinante sul risultato del primo turno. I responsabili della Destra, stando ai boatos, avrebbero avanzato a Marini e agli altri partner del centrodestra una proposta ''indecente'', una ''pazza idea'' che potrebbe sparigliare lo scenario: candidare a sindaco Claudio Margottini, un nome, ad avviso dei seguaci di Storace, in grado di asciugare quasi completamente il brodo di coltura di cui si nutre ''Viva Viterbo'' di Filippo Rossi & Co. La Destra ritiene che sia così possibile ''disarmare'' Rossi, togliergli la ''presa'' che potrebbe esercitare sull'elettorato di centrodestra. 

Le solite voci, vorrebbero anche che Andrea Scaramuccia e i suoi non abbiano nessuna intenzione di correre il rischio di venire bollati come coloro che hanno fatto perdere le comunali al centrodestra. Quindi, se l’operazione Margottini venisse respinta, come avverrebbe di fatto con l'ufficializzazione della (ri)candidatura Marini, stanno valutando se presentare una lista con il loro simbolo in suo appoggio o se restare fermi un giro. La decisione dovrebbe essere presa nei prossimi giorni, ma la seconda ipotesi appare come la più probabile.

Intanto, questa mattina, Marini dovrebbe ufficializzare la sua (ri)candidatura . Salvo ripensamenti, lo dovrebbe fare nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare l’allestimento degli ascensori a Valle Faul. E’ probabile che renderà noto anche i nomi dei promotori delle liste civiche che lo sosterranno, tra i quali dovrebbero esserci gli ex assessori Enrico Maria Contardo e Giovanni Bartoletti, approdati nel Mir di Giampiero Samorì.

Secondo indiscrezioni, l’indicazione del nome di Marini sarebbe arrivata anche dalla corrente di Francesco Battistoni. Dagli ambienti del Pdl è trapelata la voce che i due amici-nemici-amici avrebbero trovato un accordo sulla gestione del partito dopo le elezioni. A fare da pontiere sarebbe stato il solito Gianni Arena, che vari esponenti del Pdl avevano indicato come candidato a sindaco in alternativa a Marini. Ma era stato lo stesso Arena, in un intervento pubblico, ad affermare che sarebbe stato “un grave errore politico non ricandidare Marini”. E aveva lanciato un appello al Pdl e a tutto il centrodestra a rompere gli indugi e a ritrovare l’unità interna.

Non è dato sapere, invece, quale sarà l’atteggiamento dei consiglieri comunali fuoriusciti dal Pdl, Antonio Fracassini, Marcuccio Marcucci e Marco Maria Bracaglia, traslocati nelle fila di Fratelli d’Italia, dove, si dice, non avrebbero trovato un’accoglienza calorosissima. I tre, nei mesi scorsi, si erano messi di traverso fino a portare alle dimissioni Marini, poi ritirate. Incerta anche la posizione dell’assessore al Decentramento Vittorio Galati.

Marini si sta dunque per rilanciare in un’avventura dagli esiti incerti. Il “suo” centrodestra dovrà infatti fare i conti con la concorrenza della destra-destra di Filippo Rossi e con il Movimento Cinque Stelle, che punta a confermare alle comunali il risultato ottenuto alle recenti elezioni politiche. Un’incognita, quest’ultima, che non fa dormire sonni tranquilli nemmeno sul fronte del centrosinistra.

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