ANNO 16 n° 273
Marini apre al confronto con Leonardo Michelini
E Scaramuccia (La Destra): ''Lascio la politica se non si riparte da zero''
28/02/2013 - 04:00

VITERBO – (roc) Si leggono ‘’elezioni regionali’’ ma si pronunciano ‘’elezioni comunali’’. Dopo aver ripetuto fino alla noia che il centrodestra viterbese aspettava il risultato di martedì pomeriggio per decifrare il voto che avrebbe indicato il percorso da fare per Palazzo dei Priori, ora quel momento è arrivato. E per Giulio Marini il percorso è tracciato: riaggregare tutti i partiti di centrodestra e destra, condividere un programma e aprirsi alla società civile. Un’altra scelta civica, pare di capire, dopo quelle di Leonardo Michelini e di Filippo Rossi.

Non è che il sindaco vuole confrontarsi anche con loro? ‘’Certo che sì – risponde sicuro Marini – con chiunque abbia a cuore questa città. Con Rossi? Certo, anzi anche con Michelini – ribadisce – magari riusciamo a trovare un programma comune’’.

Michelini o no, l’apertura ‘’civica’’ viene sostenuta anche da Andrea Scaramuccia: ‘’Occorre un cambiamento radicale – dice il segretario de La Destra – e uscire dalle vecchie logiche. C’è bisogno di facce nuove, di rompere tutti gli schemi e ripartire da zero. Se non ci saranno queste condizioni, io posso anche restare a casa e concludere qui la mia esperienza pubblica’’.

Ma sul risultato alle regionali di Storace e del suo partito, Scaramuccia è meno duro: ‘’Il voto a Grillo – spiega - ha sparigliato tutte le carte. Nonostante la Polverini e Fiorito, che ci ha ‘ammazzato’, qualcosa abbiamo anche recuperato’’.

Ma ora si guarda a Viterbo e c’è da ricompattare il centrodestra. Cosa, questa, che per Marini, non sembra la più grande delle imprese, ‘’anche perché –dice- il Pd canta vittoria come primo partito della città, facendo finta di dimenticare che Fratelli d’Italia fino a due mesi fa stava con noi. Io credo invece che, anche per il Comune, bisogna ragionare in termini di coalizione’’.

E in termini di coalizione, il sindaco considera la partita su Viterbo apertissima, semmai è il partito romano che ha qualcosa che non va: ‘’Il voto – continua- consolida e aumenta la diaspora tra le province e la capitale, dove il Pdl perde tantissimo. Evidentemente qualcosa non va e tocca ai dirigenti romani porvi rimedio. Io stesso – aggiunge- non mi sono ancora dimesso da coordinatore del Pdl provinciale per non dare un altro problema ai dirigenti nazionali. Lo farò. Adesso c’è bisogno che la coalizione verifichi se ci sono le condizioni per un programma e un candidato condiviso, poi immaginare di aprire un dialogo con altre forze politiche e con la società civile’’.

Si parla sempre più insistentemente di una lista civica capeggiata da Giulio Marini.

‘’Se capeggiata o meno non lo so, ma è una delle ipotesi in campo. Sono tante le persone che vorrebbero essere coinvolte, Persone preparate, che sono pronte a giocare un ruolo attivo per la città’’.

Sarebbero loro le ‘’carte’’ che porta dentro il suo zainetto?

‘’Sì, una sorpresa e una novità’’.

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