

VITERBO - Era attesa la decisione che oggi doveva assumere la Corte di appello di Roma.
Era questa la sentenza che doveva affermare se a Viterbo negli anni scorsi c’era stato un clan mafioso oppure no. Invece si.
Giuseppe Trovato, calabrese, e Ismail Rebeshi, albanese, avevano messo una oliata organizzazione per delinquere che a Viterbo seminò azioni intimidatorie, incendi di veicoli ed azioni di “protezione” per qualcuno.
Mafia quindi. Non si pensava che a Viterbo accadesse pure questo.
Ma è accaduto.
Plauso ai militari del Nucleo investigativo Carabinieri di Viterbo che in unione con la DDA di Roma erano riusciti a portare a giudizio i predetti Trovato e Rebeshi, che dopo una condanna a Viterbo erano ricorsi in appello per cancellare l’aggravante mafiosa che gli era stata applicata.
La Corte d’Appello ha confermato la Sentenza di primo grado.
E mafia fu.