ANNO 16 n° 275
L’esempio inglese per evitare una Waterloo italiana
11/05/2021 - 18:29

Massimiliano Morelli 

Sarà pure perfida Albione, obsoleto paradigma tramandato da generazioni di non studiosi, ma dall’altra parte della Manica arriva una lezione da analizzare sul tema delle contaminazioni da coronavirus. E hai voglia a criticare lo stile monarchico, le beghe con le consorti dei figli di Diana Spencer e la zazzera di Boris Johnson. Gli inglesi, quando si mettono in testa una cosa la portano a termine, basti pensare a Waterloo. Nessun morto è stato censito per Covid-19 nelle ultime ventiquattro ore fra Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord (con non più di quattro decessi in Galles). E sono già 53,4 milioni le dosi già somministrate, una campagna rivelatasi decisiva assieme al lockdown per mettersi alle spalle i mesi tremendi dell’ondata sostenuta dall’aggressiva “variante inglese” del virus. Ieri il premier Boris Johnson ha confermato il via libera alla prossima tappa di riaperture previste a partire da lunedì prossimo. Sarà possibile, tra l’altro, tornare a ospitare fino a sei persone nel chiuso delle proprie case; e si potrà far salire fino a trenta il numero di invitati a matrimoni ed eventi privati; e si potrà mangiare e bere al coperto in ristoranti e pub.






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