

VITERBO – Una volta, quando ancora potevano giocare in strada, i bambini che si sentivano sopraffatti da un coetaneo, non avendo né la forza né argomenti da contrapporgli, erano soliti esclamare; “… allora io ci metto mio fratello”. Pronto, il rivale rispondeva; “… ah si, e io ci metto mio cugino”. E si andava avanti così finché non erano esauriti tutti gli alberi genealogici.
Orbene, Sandro De Paolis, delegato al termalismo del comune di Civitavecchia, proprio come i bambini di una volta, ci ha messo addirittura Garibaldi. Oltretutto lo ha fatto dopo aver scatenato un infantile bombardamento, senza preventiva dichiarazione di guerra, sulle terme di Viterbo.
Un attacco improvviso, quello di De Paolis, delegato al termalismo, cioè al nulla, del comune di Civitavecchia, finalizzato a sostenere che le “sue” terme, pressoché inesistenti, sarebbero meglio di quelle di Viterbo. Una battaglia tra straccioni del settore tanto inutile quanto inverosimile.
Nell’ultima sua uscita De Paolis, scrive testualmente: “A proposito della qualità delle acque, non è certo colpa nostra se già gli antichi romani, e poi Garibaldi, scelsero le nostre calde acque per curarsi dalle ferite di guerra e rientrare, ristorati e trionfanti, nelle loro città''.
Evidentemente la storia non deve essere stata una materia in cui De Paolis eccelleva da studente. Ignora infatti che le acque del Bulicame erano sfruttate per le loro qualità già dagli etruschi; ignora che quando i romani arrivarono in Etruria trovarono impianti termali antichi di secoli, ed altri ne costruirono loro stessi; ignora che papi, imperatori, capi di stato, artisti, hanno frequentato dal medioevo ad oggi le terme di Viterbo. Che l’Inps aprì proprio a Viterbo il più grande impianto pubblico d’Europa, le “Terme dei Lavoratori”. Per non parlare di Dante Alighieri, che rimase talmente colpito dallo spettacolo delle fonti del Bulicame da citarlo per ben tre volte nella Divina Commedia.
E’ anche vero che attualmente il settore termale viterbese sta attraversando uno dei suoi momenti più bui, che gli sforzi per riaprire l’ex impianto Inps non hanno finora dato esiti, che nei giorni scorsi ha chiuso i battenti il Grand Hotel Salus – Pianeta Benessere, che, ad oggi, è rimasto attivo solo lo storico stabilimento delle Terme dei Papi. E a Civitavecchia? Il nulla assoluto. Se non ci credete provate a cercare un luogo dove ricevere uno straccio di prestazione termale. Insomma, se Viterbo piange, Civitavecchia non ha nulla di cui ridere.
Ma ciò che più sorprende è il fatto che De Paolis non si renda conto, o finga di non rendersi conto che, proprio come Viterbo, Civitavecchia continuerà a discettare, come del resto fa decenni, di un fantomatico sviluppo del termale che non ci sarà mai. L’argomento terme riaffiora di tanto in tanto, soprattutto a ridosso delle elezioni, per poi ricomparire.
Di protocolli d’intesa come quello firmato nei giorni scorsi per costruire il mega impianto delle Terme di Traiano, progetti faraonici, dichiarazioni roboanti, impegni solenni sono piene le cronache civitavecchiesi da decenni, così come quelle viterbesi. Ma è solo aria fritta. Siamo pronti ad accettare scommesse.