ANNO 16 n° 274
La Russia fa un lungo viaggio
11/06/2014 - 02:16

Il lungo viaggio per il Brasile è impegnativo per qualsiasi squadra europea, ma una di quelle che potrebbe avere più difficoltà per jet lag e clima è la Russia di Fabio Capello. Scopriamo insieme come si cercherà di ovviare al problema.

Andare in Brasile per la Coppa del Mondo FIFA è impegnativo per qualsiasi squadra europea, ma una di quelle che potrebbe avere più difficoltà per il jet lag e il clima è la Russia di Fabio Capello.

Unica formazione europea ad avere tutti i convocati che militano nel campionato nazionale, la Russia è arrivata in Brasile domenica dopo un volo di 14 ore da Mosca e si prepara ad affrontare altre trasferte. Nel Gruppo H dovrà fare visita a tre città: Cuiaba (contro la Corea del Sud, 18 giugno), Rio de Janeiro (Belgio, 22 giugno) e Curitiba (Algeria, 26 giugno). Se dovesse arrivare agli ottavi, andrà a Porto Alegre o Salvador De Bahia.

Gli ostacoli da superare non saranno pochi, come conferma Yuri Vasilkov, medico di squadra ai Mondiali del 2002 in Corea/Giappone: 'C'è una nuova scienza che studia le lunghe trasferte. Se ci spostiamo da nord a sud, per esempio in Madagascar, il corpo non deve adattarsi, ma se andiamo da est a ovest e passiamo più di quattro ore in aereo, il fisico è costretto a lavorare'.

La Russia ha già iniziato ad allenarsi a Itu e Vasilkov è contento che Capello non stia premendo troppo il piede sull'acceleratore. 'Dopo un lungo volo, i giocatori non devono allenarsi troppo, perché hanno bisogno di tempo per recuperare. Inoltre, abbiamo notato che se si va da est a ovest è più difficile dormire'.

La stampa nazionale si preoccupa anche perché a 50 kilometri dal ritiro della Russia sono stati segnalati casi di dengue, la febbre virale che può essere trasmessa da zanzare, scimmie, lemuri, scoiattoli, pipistrelli e anche dall'uomo. Capello, però, non sembra preoccupato. 'Ci siamo già informati e stiamo facendo di tutto per proteggere la squadra'.

Naturalmente, anche la nutrizione è importante, ma lo chef Nino Graziano è ben preparato. 'Diciamo no ai grassi - commenta il cuoco siciliano -. Pasta, pollo, pesce, riso, frutta e verdura sono i benvenuti, e in Brasile sono anche buoni. L'umore e risultati dipendono molto dalla dieta'.

Vasilikov ricorda che l'alimentazione è stata curata particolarmente anche nel 2002. 'Abbiamo escluso i piatti fantasiosi perché lo stress per i giocatori era comunque alto, ma abbiamo anche tenuto conto delle singole esigenze. Nel 2002 ho portato del caviale da spalmare sul pane, per far contenti i giocatori. Fidatevi, non era solo per me!'.

Simili ghiottonerie potrebbero essere una rarità quest'anno ma, come osserva Vasilikov, la squadra non è in Brasile per divertirsi. 'I giocatori devono soffrire un po' - conclude -. Avranno il meritato riposo quando torneranno a casa'.

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