

VITERBO - Il modulo con cui Biagioni ha deciso di impostare la Viterbese che verrà è il 4-3-3. Diversamente non potrebbe essere: troppo legato al calcio di Zdenek Zeman (suooallenatore ai tempi di Foggia) per adottare una tattica difensiva o più attendista.
Eppure come ha spiegato in conferenza stampa Biagioni questo atteggiamento tattico che esalta le caratteristiche degli attaccanti consente una maggiore copertura degli spazi con la sola variante che il pressing, l'attività per rubare il pallone agli avversari si fa qualche metro piàù avanti rispetto al solito. da qui il rischio di scoprirsi e lasciare troppo campo tra la difesa e il portiere.
Tuttavia se eseguito nei minimi dettagli (ecco spiegata la frase di Biagioni ''sono un perfezionista della tattica'') è molto efficace, consente di segnare tanti gol e di stordire l'avversariuo con l'attività di pressing.
La linea dei difensori è a quattro: si schierano a semicerchio con i due esterni che hanno il compito di spingere per creare superiorità numerica: giàBiagioni in allenamento ha fatto provare questa opzione: se la palla va al terzino, l'esterno offensivo deve suggerire il passaggio, scaricare sul centrocampista che lancia nello spazio che si viene a creare il compagno che aveva iniziato l'azione. Semplice a dirlo così. Chiaramente più difficile da farlo in partita quando ci sono gli avversari. Da queste considerazioni l'affermazione della grinta e della convinzione che Biagioni chiede ai suoi uomini.
I centrocampisti sono tre e hanno il compito di tenere vicini i reparti per consentire il recupero palla rapido e per impostre l'azione. Uno di oro gioca basso davanti alla difesa: deve ''fare'' gioco, dettare i tempi e con l'aiuto dei compagni di reparto che stazionano al suo fianco tampona e riparte. I due intermedi devono avere caratteristiche sia difensive che offensive con la capacità di inserirsi in avanti e offrire opzioni di gioco in fase conclusiva.
Il ruolo delle punte è altrettanto importante: sono in tre con ruoli diversi. Gli attaccanti svariano su tutto il fronte d'attacco per non dare punti di riferimento agli avversari; talvolta a tal scopo si usa mettere le due ali (o attaccanti esterni) sul lato inverso rispetto al piede di gioco: un'ala destra gioca a sinistra e viceversa, in modo che entrambi tendano ad accentrarsi, costringendo i difensori avversari a lasciare spazi sulle fasce, che possono essere occupati dai terzini e dai centrocampisti che, allargandosi, danno ampiezza alla manovra di attacco.
La variazione degli ultimi anni è la presenza di una punta fisica utilizzata come centro boa che ha, oltre al compito di finalizzare, anche quello di difendere palla per far risalire la squadra.
Il 4-3-3 era anche il modulo di partenza per il calcio totale, per esempio quelo che pratica ad altissimi livelli il Barcellona: ma non è solo attacco scriteriato senza equlibrio. L'aggiunta di un centrocampista in mezzo al campo permette una maggiore copertura difensiva, senza compromettere la propensione offensiva della squadra.