ANNO 16 n° 272
La cimice asiatica ha invaso i nostri noccioleti: prevista la soluzione della vespa samurai
Benedetto Valentini, agronomo di 'Stelo', ha parlato dei disagi connessi al fenomeno
Elsa
01/06/2024 - 04:22
di Elsa Berardi

VETRALLA - Noccioleti e cimice asiatica: un duello per i campi della Tuscia e una causa a monte della perdita di raccolti, che affluisce in un percorso in cui le aziende agricole trovano la propria difesa nell’implementare ausili biologici. L’efficienza di questi piani contro le infiltrazioni è testimoniata dalla costante attivazione per metterli in pratica, dando risposte concrete a chi vive delle proprie terre.

Le cimici asiatiche sono arrivate in Italia nel 2017, nonostante fino allo scorso anno non avessero creato problemi. È stato il 2023 l’anno spartiacque tra uno scenario monitorabile e uno allarmante: le piantagioni del Lazio, in special modo quelle della Tuscia, stavano rischiando degli assalti massivi da parte degli insetti, che hanno danneggiato il patrimonio delle nostre colture.

Il colloquio con Benedetto Valentini, agronomo del vivaio vetrallese “Stelo” di Vittorio e Romeo Lopez, ha posto in luce l’impegno della Regione per tutelare le imprese del primario. La cimice asiatica “porta una perdita di qualità delle nocciole e dei frutti di qualsiasi coltivazione: sulle olive fa lo stesso danno, pungendole, per un olio che viene cattivo al gusto. Sulle nocciole provoca il cimiciato, quindi diventano amare e, oltretutto – ha affermato Valentini – al contrario delle nostre cimici che provocano solo questo, gli esemplari asiatici causano il marcio occulto, dopo aver reso le nocciole oleose”. Non solo una blanda alterazione nel sapore, ma anche un effetto irreversibile sulle caratteristiche e sulle proprietà del frutto.

Una soluzione? La vespa samurai: “sono stati fatti – ci ha informato l’agronomo – dei lanci in alcuni siti biologici o all’interno di boschi, in modo che sia protetta. Per questo tipo di lotta biologica, però, servono molti anni: in Piemonte sono già 4-5 anni che la fanno e viene portata avanti anche in Emilia-Romagna, ma quest’anno si sono fermati per fare il punto della situazione. Dai primi dati emersi, loro sono arrivati a un 30% di parassitizzazione delle uova, quindi per arrivare al 100% o intorno a questa quota c’è molta strada da fare”.

Valentini ha inoltre ricordato che “il problema delle cimici asiatiche è ormai arrivato in molte altre nazioni, in Svizzera sicuramente, anche se non è parte della Comunità Europea. Nei nostri Paesi vicini in Europa – in Slovenia e in Francia, ad esempio – è arrivata un po’ dappertutto”.

La sistematizzazione di queste misure di intervento, inoltre, prevede dei passaggi? “Adesso la Regione Lazio, tramite il servizio fitosanitario e il CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria, ndr), ha messo in piedi i lanci della vespa samurai. Questi lanci – ha concluso l’agronomo - verranno fatti principalmente nella provincia di Viterbo, perché è la provincia più attaccata dalla cimice asiatica, ma anche a Latina sui kiwi e nella provincia di Rieti”.

Una causa suffragata con le unghie e con denti da un territorio radicato nella natura, pronto a sostentare con il cibo e con le imprese le ultime generazioni. La Tuscia è solo all’inizio, ma non è mai stata così combattiva.






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