

VITERBO - Omicidio colposo: questa l'ipotesi di reato con la quale un medico con studio a Tuscania è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Grosseto, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Andrea Nencini, 40 anni, il ciclista stroncato da un attacco cardiaco il 17 marzo scorso, mentre partecipava alla prima tappa del Giro della Maremma per amatori.
Il medico, secondo quanto si è appreso, aveva rilasciato all'atleta il certificato di idoneità sportiva. Proprio quel certificato che gli era stato negato dall'Azienda sanitaria locale di Grosseto.
Dall'autopsia disposta dal pubblico ministero Salvatore Ferraro, titolare del fascicolo, sarebbe emerso che Nencini era affetto da un disturbo cardiaco incompatibile con la pratica del ciclismo, sebbene amatoriale. Non è dato sapere, al momento, se si tratti di una malattia sopraggiunta recentemente o di un problema congenito. Secondo indiscrezioni si tratterebbe di una miocardite ipertrofica. Da qui l'iscrizione sul registro degli indagati del medico viterbese.
Non appena ha ricevuto i risultati sommari dell'autopsia, il pubblico ministero ha disposto il sequestro del certificato di idoneità sportiva di Nencini e ha disposto la perquisizione, eseguita dai carabinieri, nello studio del medico che lo aveva rilasciato. E hanno sequestrato tutti gli accertamenti cui è stato sottoposto l'atleta.
Il medico finito nel registro degli indagati, raggiunto telefonicamente, non ha voluto commentare l'accaduto: ''C’è un’indagine in corso, non posso rilasciare dichiarazioni' si è limitato a rispondere.