ANNO 16 n° 273
Incidente Cassia: i feriti non sono gravi
43 le persone giunte a Belcolle, 2 sono ricoverate per fratture e traumi addominali
Maxi emergenza gestita impegnando tutte le risorse del complesso ospedaliero
01/06/2012 - 13:09

VITERBO - Nessun ferito grave, nessuna prognosi riservata, solo due pazienti ricoverati per fratture. Sono 43 in totale i feriti che questa mattina sono giunti a Belcolle accompagnati dai mezzi del 118 a seguito dell'incidente che si è verificato intorno alle 7,40 sulla Cassia, all'altezza del bivio foro cassio.

Dalle 8 alle 10,10 tutti i pazienti sono stati visitati e classificati con i codici propri della procedura di triage. A circa dieci delle persone coinvolte nell’incidente è stato assegnato il codice giallo, alle altre il codice verde. Due pazienti sono stati ricoverati per fratture articolari e per traumi addominali e, al momento, altri sette stanno completando gli accertamenti necessari, prima di poter consentire loro un eventuale ritorno a casa.

La maxi emergenza è stata gestita dalla direzione sanitaria del Complesso ospedaliero di Belcolle, dall’Unità operativa di Pronto soccorso e dall’Hospital disaster manager, Luciano Sistimini. Nello specifico, alla notizia dell’incidente, sono state allertate tutte le risorse di personale presenti in ospedale per coadiuvare l’attività degli operatori di Pronto soccorso.

In particolare, si è resa necessaria la presenza del personale di Rianimazione che stava smontando, per fronteggiare qualsiasi evenienza. Tutte le camere operatorie sono state messe a disposizione. Fortunatamente, per nessuno dei pazienti ricoverati si è reso opportuno un intervento urgente.

“Ringrazio tutti gli operatori sanitari di Belcolle – commenta il direttore generale della Ausl di Viterbo, Adolfo Pipino – che questa mattina hanno fronteggiato egregiamente la maxi emergenza. Ancora una volta, dopo la recente crisi provocata dalle eccessive precipitazioni nevose avvenute in tutto il territorio della Tuscia, il Dipartimento di emergenza e accettazione, coadiuvato da tutti i servizi ospedalieri, ha risposto in maniera professionale ed efficace a condizioni ambientali e assistenziali di carattere straordinario. Per questi operatori si usa troppo poco la frase di buona sanità, quando invece sarebbe doveroso”.

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