

VITERBO – ''Ci tengo molto a farle sapere che mi dispiace per ciò che è successo quella maledetta sera e che non le ho scritto prima perché stavo pensando a ciò che le ho procurato. Mi scusi se lo faccio solo ora, ma è mia ferma intenzione chiederle scusa umilmente per tutto quello che è accaduto e chiedere il suo perdono, così sperando tanto che un giorno potrà perdonarmi''.
A scrivere dal carcere di Mammagialla è il 19enne Michele Montalbotti accusato di aver aggredito nella notte del 13 ottobre scorso il 56enne Giovanni Maria Farina in via della Pettinara assieme a Roberto Vestri, classe 1996: l’uomo prima sarebbe stato raggiunto da un violentissimo pugno al volto, poi, una volta a terra esanime, sarebbe stato rapinato e finito con un calcio.
Lasciato agonizzante in strada, per settimane è rimasto nel reparto di terapia intensiva del Belcolle a lottare tra la vita e la morte: al suo arrivo in pronto soccorso i medici gli hanno diagnosticato una ''frattura temporale e un’emorragia subdurale e subaracnoidea''.
Ora, a distanza di mesi da quel brutale pestaggio, uno dei suoi aggressori è pronto a chiedere perdono. ''Ho 19 anni e so di aver sbagliato – prosegue Montalbotti nella lettera spedita ai famigliari della persona offesa - purtroppo quella maledetta sera non ero in me, nel pieno delle mie facoltà mentali perché altrimenti non avrei mai fatto quello che purtroppo è successo''.
''Il tutto è stato dettato dal troppo uso che quella sera ho fatto di alcol e droga. Ci tengo però a dirle che tutto ciò non è una giustificazione, è solo per farle capire che non ero in me: ho sbagliato ed è giusto che paghi''.
''A distanza da sette mesi dal fatto vogliamo assolutamente condannare il fatto e prenderne le distanze - spiegano i suoi legali Samuele De Santis e Domenico Gorziglia - il ragazzo giovanissimo è distrutto e ha scritto quello che sentiva nella sua cruda semplicità, deve assolutamente riprendere in mano la sua vita e tornare ad essere un ragazzo normale. Ha avviato un percorso di resipiscienza e di disintossicamento: in certe situazioni lo sforzo è quello di tornare ad essere un soggetto sociale affidabile. Lo stiamo facendo senza rinunciare a difenderci nelle dovute sedi.''
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