ANNO 16 n° 274
Il campione Usa di basket Middleton in ''guerra'' con l'ex moglie viterbese
Dopo essersi rifatto una vita ad Avellino, non le ha mai versato l'assegno
di mantenimento e, adesso, intende sfrattarla dalla casa che le aveva donato
10/01/2012 - 00:35

di Alessia Serangeli

VITERBO – Un amore travolgente, una convivenza durata otto anni e coronata con un matrimonio da fiaba celebrato nel luglio del 1996. Una bella vita, la loro, piena di successi, benessere e fama. “A Viterbo Larry era un mito. I giornali gli dedicavano le prime pagine ogni volta che usciva vittorioso da un match”.

Belli, ricchi, famosi e innamorati. Apprezzata fisioterapista, lei, lascia il suo lavoro per seguire la carriera di lui, giocatore professionista proveniente dal basket americano, conosciuto in mezzo mondo. Una storia da copertina; una coppia praticamente perfetta. Almeno in apparenza.

“Sapevo che Larry aveva altre relazioni, che mi tradiva con altre donne, ma io ero innamorata e ho fatto di tutto per salvare il nostro matrimonio”. Invano. “Nel 2002 si trasferì da solo ad Avellino e iniziò una storia con una collega. A quel punto capii che era finita e fui costretta a chiedere la separazione”. Era il mese di dicembre del 2005 e a ricordare è la signora Ludovica (il nome è di fantasia), ex moglie del cestista statunitense Larry Darnell Middleton.

Mentre racconta, Ludovica è assistita dall’avvocato Anna Camilli, perché quella storia d’amore da fiaba l’ha fatta precipitare in un baratro. Oggi Ludovica è disoccupata e senza mezzi di sostentamento, perché il campione di basket, dopo essersi rifatto una famiglia ad Avellino ed essere diventato padre di tre bambini, non ha mai versato il becco di un quattrino all’ex moglie.

“Oltre ai mancati versamenti ordinati dal tribunale, la mia assistita vanta un credito nei confronti di Middleton di oltre 210mila euro”, spiega il legale. “Ma a me non interessava – aggiunge Ludovica con la voce spezzata - volevo lasciar perdere tutto e mettere fine a questa battaglia legale”. Solo che, poi, nel giugno del 2008 le viene notificato un atto di citazione per “la revoca della donazione di beni immobili per sopravvenienza di figli”.

Il bene immobile in questione, ubicato nel quartiere medievale cittadino, è la casa che un anno dopo il matrimonio, nel ’97, Middleton acquistò per vivere con Ludovica, nominata da lui stesso procuratrice speciale con procura irrevocabile. Successivamente, nel 2002, con atto notarile, Middleton dona alla moglie la casa, insieme ad un altro immobile sottostante adibito a cantina. Nel frattempo, tra il ’98 ed il 2003, i coniugi Middleton chiedono ed ottengono un mutuo ed un finanziamento per ristrutturare i due immobili.

“Entrambi i prestiti sono stati estinti definitivamente dalla mia assistita per una somma complessiva di oltre 32mila euro, perché Middleton, dal 2003, non ha più pagato le rate”, sottolinea l’avvocato Camilli.

Va detto, in questo contesto, che dagli ottomila euro di mantenimento chiesti in partenza da Ludovica, il tribunale di Avellino ridusse l’importo dell’assegno a duemila euro proprio in virtù della donazione della casa “che potrà consentire (a Ludovica, ndr) di poter vivere in condizioni di tranquillità finanziaria”. 

Si legge così nelle motivazioni del presidente del tribunale di Avellino. Analoghe quelle della Corte d’Appello di Napoli che, nel 2008, ridusse ulteriormente l’assegno di mantenimento a 900 euro mensili. “Mai corrisposte a dispetto delle varie querele depositate da Ludovica”.

Ciononostante, il 4 aprile 2011, “sebbene la causa di appello relativa alla sentenza di primo grado che ha condannato la mia assistita alla restituzione degli immobili fosse ancora pendente, Middleton ha pensato bene di effettuare un’altra donazione a favore dei figli”. La Corte capitolina si sarebbe pronunciata il 7 giugno 2011 rigettando l’istanza di sospensione della sentenza impugnata da Ludovica.

Ma l’odissea giudiziaria non è ancora finita. Nell’agosto dello stesso anno, Middleton (che tra l’altro, dopo la donazione ai figli, risulta nullatenente) notifica all’ex moglie atto di precetto con cui le intima di lasciare gli immobili. Due mesi più tardi Ludovica trova sulla porta di casa una busta sigillata. Mittente: tribunale di Viterbo; oggetto: rinvio di sfratto.

L’avvocato Camilli fa opposizione al tribunale. Il 18 ottobre 2011 il giudice concede la sospensione e fissa l’udienza per il 23 novembre, quando vengono sentite le parti. Il giorno successivo, inaspettatamente, l’istanza di sospensione viene rigettata.

A questo punto la domanda è lecita: ma se Ludovica possiede il 50 per cento di procura irrevocabile a vendere, come è possibile che non abbia alcuna voce in capitolo e che, anzi, sia sul punto di essere sfrattata e di ritrovarsi in mezzo ad una strada insieme all’anziana madre invalida al cento per cento?.

In questa faccenda, fascicolo processuale alla mano, i conti non tornano granché bene. “Mi sento sola, abbandonata e mi chiedo se questa è giustizia. Se ho deciso di rendere pubblica la mia storia è solo perché sono sicura che ci sono tante altre persone vittime di situazioni magari anche peggiori della mia''.

La prossima udienza, adesso, è prevista per il 26 gennaio 2012. 'Contesteremo - anticipa l'avvocato Camilli - la legittimazione processuale di Middleton, visto che non è più titolare dell'immobile e il diritto dello stesso a procedere, dato che la sentenza di primo grado non è ancora passata in giudicato'.   

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