ANNO 16 n° 274
I viterbesi non rinunciano alla qualità: a tavola panettoni artigianali e dolci tipici
Claudio Cavalloro, presidente dell'associazione panificatori
e pasticceri: 'Il trend non è in crescita ma viene confermato''
22/12/2011 - 04:00

VITERBO - La domanda non cresce, ma viene pressoché confermata. Il panettone artigianale e i dolci della tradizione natalizia, dal pangiallo al torrone con le nocciole dei Cimini, resistono. Come osserva Claudio Cavalloro, presidente dell’Associazione Provinciale Panificatori e Pasticceri di Viterbo, “in tempi di crisi, questa è, tutto sommato, una buona notizia. Si taglia su tante cose, ma, almeno a Natale, non sulla qualità. Fino a qualche anno fa, si acquistava solo il panettone industriale, oggi si apprezza molto quello artigianale, lavorato nella maggior parte delle pasticcerie e in due panifici su tre, che ne sfornano, complessivamente, circa 3.500 pezzi. Anche i dolci tipici mantengono le posizioni”.

“A convincere, è certamente il sapore unito alla freschezza. Si consolida, nel consumatore, la consapevolezza che il prodotto alimentare artigianale è non solo buono, ma anche genuino e sicuro. Gli ingredienti sono scelti con cura. Per il panettone -è la ricetta di Cavalloro- si utilizzano farina, zucchero, acqua, tuorli d’uovo, burro, uvetta, canditi all’arancia e al cedro, aromi naturali. Sono banditi i conservanti. Il risultato è un dolce soffice e dal colore inconfondibile. Parliamo di prodotti a lievitazione naturale”.

Non manca chi predilige la lavorazione con lievito madre. Un processo con tempi lunghi, che richiede attenzione, professionalità, passione. E che, insieme con il costo delle materie prime selezionate, incide, ovviamente, sul prezzo finale. “Però adesso il consumatore è più informato, sa riconoscere il valore del prodotto”, dice il presidente dell’Associazione.

“E’ importante scegliere, anche per le feste, i nostri dolci artigianali, premiare il lavoro di chi, tutto l’anno, difende il patrimonio alimentare del territorio e concorre -sottolinea Luigia Melaragni, segretaria della Cna Associazione Provinciale di Viterbo- allo sviluppo e alla creazione di occupazione nel segno della qualità. Una operosità e un impegno testimoniati peraltro dall’elevato numero di adesioni dei forni e delle pasticcerie al marchio Tuscia Viterbese, la cui concessione è subordinata al rispetto di rigorosi disciplinari di produzione, a tutela delle tipicità e della salute del consumatore”.

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