ANNO 16 n° 275
Gradoli bis, assolto l'avvocato Rosati
Il legale di Esposito non ha costretto nessuno a testimoniare il falso
06/10/2016 - 17:02

VITERBO - L'avvocato Mario Rosati, Enrico Esposito, Maria Lorenzini e Paolo Esposito. Tutti assolti dalle accuse di minaccia, favoreggiamento e resistenza a pubblico ufficiale: il legale con formula piena, gli altri per non aver commesso il fatto. Per loro solo una piccola multa pecuniaria.

È l'epilogo di una vicenda giudiziaria, questa, che affonda le proprie radici nel duplice omicidio di Gradoli. 

Siamo nel 2009. Tatiana Ceoban e la figlia Elena Esposito scompaiono misteriosamente dalla loro dimora di Gradoli. Passano i mesi e, nonostante i corpi delle due donne non siano mai stati ritrovati, finisce a processo per omicidio volontario il compagno di Tatiana, Paolo Esposito. 

Mesi di testimonianze e udienze, fino alla condanna in primo grado, all'ergastolo. Confermata poi dalla suprema corte a novembre 2013. 

Ma la storia non finisce qui. Perché è proprio dal procedimento per omicidio e occultamento di cadavere, che nasce questa costola processuale per subornazione di testimoni.

Da genitori dell'imputato Maria ed Enrico Esposito diventano principali indagati, così come il legale Mario Rosati. 

Secondo il pubblico ministero Franco Pacifici quest'ultimo, l'unico, nel gruppo, a dover rispondere di favoreggiamento, avrebbe cercato di volgere a favore del proprio assistito alcuni testimoni della difesa. E cosi, di fronte alla corte d'assise per duplice omicidio, alcune ricostruzioni si sarebbero magicamente trasformate in armi legali per salvare Esposito dalla più dura delle condanne. 

Ma per il giudice Rita Cialoni, tutto questo non ha alcun fondamento. Tutti assolti.

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