ANNO 16 n° 275
Favoreggiamento, alla sbarra l'avvocato Rosati e i genitori di Esposito
22/01/2013 - 04:00

VITERBO – Minacce, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento personale.

Queste le accuse cui devono rispondere l’avvocato Mario Rosati, ed i coniugi Maria Lorenzin ed Enrico Esposito; gli anziani genitori di Paolo, condannato al carcere a vita per l’uccisione della compagna Tatiana Ceoban e della figlia adolescente Elena. Rosati è invece il legale che, fin dalle prime battute, ha assistito l’elettricista gradolese insieme al collega Enrico Valentini.

A quasi quattro anni di distanza da quello che ha preso cittadinanza sulle cronache come il giallo di Gradoli, e a due dalla notifica dell’iscrizione sul registro degli indagati, il procedimento giudiziario è ai nastri di partenza.

L’udienza, che sarà celebrata nelle aule giudiziarie del tribunale di Montefiascone davanti al giudice Italo Centaro, è infatti prevista per giovedì prossimo (24 gennaio).

Secondo quanto contestato dall’accusa, rappresentata dal sostituto Renzo Petroselli, i coniugi Esposito avrebbero opposto resistenza nei confronti dell’assistente sociale incaricata di seguire la piccola Erika (la bambina nata dalla relazione di Paolo e Tania), poi affidata ad una famiglia bolognese, città in cui vive la madre di Tatiana ed Ala, Elena Ceoban.

L’avvocato Rosati, infine, deve rispondere di favoreggiamento perché, per il pm, avrebbe contattato un testimone, il fioraio d Gradoli Righi, chiedendogli di volgere la sua deposizione a favore del suo assistito Paolo Esposito. Accusa che Rosati ha sempre respinto.

 

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