

REGGIO EMILIA – Anche a Viterbo la sede legale di una delle società “cartiera” scoperte nella maxi operazione congiunta di Arma dei carabinieri e Guardia di finanza di Reggio Emilia volta a smascherare un sodalizio criminale dedito a frode fiscale e riciclaggio. Nell’ambito di questa inchiesta sono state denunciate 41 persone, di cui 8 per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato, e i restanti 33 per reati di natura fiscale e riciclaggio.
L’attività investigativa, avviata dal 2011 dall’Arma dei carabinieri di Reggio Emilia, ha visto il necessario coinvolgimento dei finanzieri del nucleo di polizia tributaria, e ha evidenziato come gli associati abbiano consentito a molteplici imprese di evadere le imposte sui redditi e imposta sul valore aggiunto per oltre 13 milioni di euro. Gli associati operavano attraverso il sistema di fatturazioni false messo in atto da 12 società “cartiera”. Queste ultime, appositamente costituite o acquisite e intestate a prestanomi dagli associati, avevano sede legale anche a Viterbo, appunto, ma anche a Napoli, Roma e Reggio Emilia.
Al termine delle indagini è emerso che gli associati hanno perpetrato una truffa ai danni dello Stato per oltre 232mila euro mediante l’utilizzo di false dichiarazioni di intento, che consentono alle imprese che operano con l’estero di acquistare beni o servizi in esenzione dell’imposta sul valore aggiunto. Il riciclaggio del denaro derivante da delitti è stato attuato dall’associazione mediante la compiacenza delle imprese destinatarie delle false fatture che, una volta ottenuto il falso documento, provvedevano a restituire la somma pari all’imposta sul valore aggiunto indicata in fattura agli associati.
Dei 41 indagati, 12 sono stati già raggiunti da provvedimenti restrittivi della libertà personale.