

di Domenico Savino
VITERBO – Degustazioni dell'olio novello, stand enogastronomici, incontri, visite ai frantoi, folclore e musica: sono questi gli ''ingredienti'' delle Feste dell'olio della Tuscia 2011, in programma fino al 18 dicembre in quattro paesi: Blera (11 novembre - 18 dicembre), Canino (3-4 e 8-11 dicembre), Tuscania (10 dicembre), Vetralla 11-16-18 dicembre). La manifestazione è stata presentata oggi dal presidente della Camera di Commercio di Viterbo Ferindo Palombella, gli assessori all'Agricoltura della Regione Lazio, Angela Birindelli, e della provincia, Franco Simeone, i sindaci del comuni interessati. Le feste sono patrocinate dall'Associazione nazionale città dell'Olio.
Il radicamento della coltura dell'olivo in provincia di Viterbo risale all'epoca etrusca ed è diffusa in modo capillare in tutto il territorio. Dai dati Istat 2010, emerge che la superficie totale è di oltre 20mila ettari, pari al 24% circa di quella regionale. La coltura olivicola rappresenta il 5% della produzione lorda vendibile provinciale e muove un giro d'affari di 25-30 milioni di euro l'anno.
Nella Tuscia viene prodotto il 27% dell'olio del Lazio. Le caratteristiche 'uniche' hanno permesso all'olio extravergine di olive di Canino, 'epicentro' della coltivazione, di ottenere il marchio Dop. Lo stesso riconoscimento, nel 2006, è stato ottenuto dall'extravergine Tuscia-Dop.
All'albo degli oliveti Dop Canino, al 31 dicembre 2010, erano iscritte 1.019 aziende, per un totale di oltre 1757 ettari di coltura. I frantoiani sono 9, i confezionatori 8. Nella stagione 2010-2011 hanno prodotto 13.458 quintali d'olive, 1.477 quintali d'olio quasi tutto certificato. L'imbottigliato è stato di 998 ettolitri.
Le aziende iscritte al sistema di controllo del Dop Tuscia sono 144, per un totale di circa 500 ettari di oliveti. I frantoiani sono 27, i confezionatori 27, gli intermediari 3. Nella stagione 2010-2011 hanno prodotto 5mila 527 quintali di olive, 676 quintali di olio, 546 dei quali certificati, di cui 376 ettolitri imbottigliati.
'I nostri oli extravergini - ha detto il presidente della Camera di Commercio Palombella - possono vantare anche l'inserimento nel marchio di qualità collettivo Tuscia Viterbese, assegnato dall'ente camerale alle aziende che rispondono a rigorosi standard qualitativi di sicurezza e affidabilità. In questo modo - ha aggiunto - puntiamo a diffondere i prodotti e i servizi erogati dalle migliori imprese della Tuscia, per raggiungere mercati più vasti, inclusi quelli internazionali, secondo precise strategie di marketing'.
Palombella, infine, ha spiegato che il progetto di marketing territoriale si estende anche alla nocciola: infatti da giovedì 8 dicembre a domenica 11 sarà possibile degustare questo prodotto tipico in piazza San Carluccio a Viterbo e altri prodotti tipici di qualità a Marchio Tuscia Viterbese.
Sulla stessa linea l’assessore provinciale Simeone: ''Attraverso queste feste cerchiamo di essere vicini agli imprenditori e ai coltivatori della Tuscia. L’olivicoltura rappresenta a storia e la tradizione di una terra e se si raggiunge l’eccellenza è merito delle aziende che si impegnano costantemente per fornire un prodotto dalla qualità molto elevata''.
L'assessore regionale Birindelli, in conclusione, ha ribadito l'impegno della giunta Polverini a sostegno dell'olivicoltura laziale e della promozione degli oli extravergini prodotti sia nel viterbese che nelle altre province.