

VITERBO - Due partite per capire che tipo di Juventus sarà quella della prossima stagione. Non tanto quella disputata in famiglia, giovedì a Villar Perosa, né il match del Trofeo Berlusconi di domani, bensì quella che si giocherà lunedì pomeriggio nell'aula dell'ex Ostello della Gioventù del Foro Italico dove torneranno alla sbarra il tecnico Antonio Conte e il suo vice Angelo Alessio; e poi, il giorno successivo, i calciatori Leonardo Bonucci e Simone Pepe.
Se, infatti, la Juve ha individuato in Massimo Carrera colui che sostituirà in panchina Conte durante i 10 mesi di squalifica inflitti dalla Commissione Disciplinare, gli avvocati Giulia Bongiorno, Luigi Chiappero e Antonio De Rensis, proveranno a far assolvere il tecnico bianconero; o, quantomeno, a convincere i giudici della Corte di Giustizia federale a ridurgli la durata dello stop.
Discorso diverso per Pepe e Bonucci: il Procuratore federale Stefano Palazzi cercherà di dimostrare che della tentata combine di Udinese-Bari erano a conoscenza entrambi, così come gli altri prosciolti per quel match (il torinese Salvatore Masiello, il senese Nicola Belmonte, ma anche l'Udinese, chiamata a rispondere per responsabilità oggettiva per l'ex Pepe).
Intanto, i problemi da affrontare per la Juventus rimangono tutti aperti e, anzi, si aggravano, in quanto i giorni passano e il mercato non può essere programmato in modo razionale e “tarato” all'incertezza sulla sorte dei due giocatori.
La sentenza d’appello, infatti, potrebbe arrivare tra il 23 e il 24 agosto. E, se Bonucci e Pepe venissero condannati, si renderebbe indispensabile ricorrere al terzo grado di giudizio. In questo caso la tempistica rischierebbe di diventare incompatibile con l'acquisto del sostituto del difensore viterbese. Stesso discorso vale per Pepe.
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