ANNO 16 n° 274
E a Roma vince Ignazio Marino
07/04/2013 - 22:52

VITEBRO - Ignazio Marino è il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma. Il chirurgo ha avuto la meglio sugli altri 5 sfidanti: Gemma Azuni, Mattia Di Tommaso, Paolo

Gentiloni, Patrizia Prestipino e David Sassoli. Quest'ultimo candidato, scelto dalla segreteria del partito, è stato il primo a congratularsi con Marino per la sua vittoria: ''Adesso dobbiamo vincere la battaglia per il Campidoglio'' ha commentato a caldo Sassoli.

''Grazie a tutti i romani - ha detto il vincitore parlando nella sede del comitato elettorale - che hanno trasformato questo esperimento di democrazia in una grande gioia. Ora dobbiamo liberare il Campidoglio da una politica oscura. Noi cambieremo tutto. A maggio - ha aggiunto - festeggeremo in Campidoglio''.

Tocca quindi a Marino sfidare l'attuale primo cittadino

Gianni Alemanno, l'avvocato del Movimento 5 Stelle Marcello De Vito e l'imprenditore Alfio Marchini.

Secondo Nichi Vendola, ''Marino sarà un grande sindaco, la città ha bisogno e voglia di cambiamento''.

L'affluenza nei 223 seggi, come fa sapere il comitato ''Roma bene Comune'', è stata tra i 100.000 e i 102.000 elettori. Ma a turbare l'andamento della domenica elettorale sono stati i sospetti di scorrettezze e di voti comprati. Un componente della direzione del Pd Lazio, Cristiana Alicata, denuncia su Facebook le ''solite incredibili file di Rom che quando ci sono le primarie

si scoprono appassionatissimi di politica''. Si tratta di ''voti comprati'' afferma con certezza. A Tor Bella Monaca, la polizia interviene dopo una violenta lite tra esponenti del Pd, nata perché alcuni testimoni sostenevano di aver visto fuori dal seggio immigrati ''ricevere dei soldi''. Ma dal partito romano frenano: ''Se le primarie sono aperte agli immigrati, loro votano. Al momento non ci è pervenuta nessuna denuncia''.

Il vicepresidente del consiglio del VI Municipio, Fabrizio

Cremonesi denuncia però che ''la presenza massiccia di comunità straniere al voto induce a pensare che ci sia un semi-falsamento nell'esito delle primarie''.

L'affairé oggi prende piede sui social network e attraverso dichiarazioni stampa ma nei prossimi giorni

rischia di finire in una battaglia di carte bollate. Soprattutto perché non è l'unica nube nel cielo delle primarie: una dei sei candidati, Gemma Azuni (Sel), annuncia: ''Ci hanno segnalato merosissime irregolarità come la presenza di materiale elettorale di altri candidati all'interno di alcuni seggi. Le verificheremo e vedremo se ci sono i presupposti per fare ricorso''.

Facebook Twitter Rss