

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell'assessore alle Politiche sociali del Comune di Acquapendente Paola Serafinelli:
E’ passato un anno da quando è iniziato il doloroso travaglio del Nostro Ospedale. Incontri, consigli, documenti, abbiamo elaborato proposte a nostro avviso fattibili ed appropriate. Siamo stati disponibili a soluzioni alternative. Abbiamo sempre avuto come obiettivo la salvaguardia della salute per i nostri cittadini. Per questo oggi ci sentiamo autorizzati a dire che l’incapacità dimostrata dalla Regione nel gestire il problema salute è grave ed irresponsabile. Ciò ha trovato oltretutto una buona spalla nella programmazione della nostra Azienda Sanitaria, che anziché intervenire a sostegno di un territorio povero e disagiato nell’offerta sanitaria ha, come più volte dichiarato, “applicato le direttive”.
Quello che però vorremmo far notare è che le direttive non sono state applicate in maniera equa su tutti i Distretti: i cittadini residenti nel Distretto VT1, guarda caso, sono stati i più penalizzati. Hanno perso una unità operativa di Chirurgia Generale, non hanno più attività ortopedica. Né in regime ambulatoriale né in Day Surgery. Hanno perso l’attività in Day Surgery ginecologica. Non si effettua più l’ambulatorio ematologico se non in attività libero professionale, ecc. Ma non si doveva potenziare l’offerta territoriale ed ambulatoriale? Non si doveva ampliare la specialistica? A mettere la ciliegina sulla torta è intervenuta di nuovo la Regione Lazio con pubblicazione del BUR Lazio (14 Novembre 2011) che prevede il Distretto Sanitario Montano per Amatrice e Subiaco ma, aprite bene gli occhi, non per Acquapendente.
Ci ricordiamo forse male o lo stesso Decreto 80 parlava di tale organizzazione per tre Provincie del Lazio e cioè Rieti, Frosinone, Viterbo? Sarà mica che a nostra insaputa hanno abolito la Provincia di Viterbo?
Il Comune di Acquapendente ha inoltrato la sua prima richiesta di Istituzione del Distretto Sanitario Montano nel 2008. Il Consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Parroncini ne ha proposto la Istituzione al Consiglio Regionale nel 2009. La Conferenza dei Sindaci ha sottoscritto l’allegato all’atto Aziendale con la stessa richiesta nel 2011. Lo stesso dicasi per il Consiglio Comunale sostenuto da tutte le forze politiche. Così la Conferenza dei Servizi tenuta dal Comune di Acquapendente nel Settembre 2011. E allora a cosa servono le istituzioni? Quale considerazione ha la Governatrice Polverini delle Amministrazione Pubbliche? Come sono rappresentati i bisogni del territorio e da chi?
Un’altra cosa interessante che si legge nel BUR recita “Gli Ospedali di Ronciglione , Acquapendente e Montefiascone sono riconvertiti ad attività territoriali con la realizzazione di un Ospedale Distrettuale di II livello e, ad eccezione, del presidio di Acquapendente, sono attivate Residenza Sanitaria Assistita per 40 posti letto”. Come, ci dite che simo un territorio povero, marginale, con un tasso di anzianità superiore alla media nazionale. Ci dite che per queste caratteristiche dobbiamo privilegiare i percorsi assistenziali per la cronicità e non ci autorizzate i posti letto per Residenza Sanitaria Assistita?
Volevo far notare che sia a Ronciglione che a Montefiascone i posti letto di Residenza Sanitaria Assistita ci sono già. Quindi sempre in quella famosa ottica di equità, non vi viene in mente che forse Acquapendente avrebbe il sacrosanto diritto di avere posti letto di Residenza Sanitaria Assistita? Vista la considerazione che ci è stata riservata dalle massime istituzioni in campo sanitario, sia Provinciale che Regionale, optiamo per scrivere un biglietto a Babbo Natale. Forse lui ha un concetto intellettualmente più onesto di Equità. E ci porterà in dono un bell’Atto Aziendale. Documento di programmazione di cui la Nostra Asl è priva da quasi due anni.