ANNO 16 n° 274
Delitto Rizzello - Michta resta in carcere
I giudici del riesame hanno respinto la richiesta di liberazione della donna
24/01/2012 - 03:09

VITERBO – Resta in carcere Marjola Michta, la donna polacca condannata a 18 anni di reclusione per concorso nell’omicidio di Marcella Rizzello, 29 anni, avvenuto il 3 febbraio 2010 a Civita Castellana. Il tribunale del riesame ha infatti respinto il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Roberto Fava, che ne chiedeva la liberazione.

Ad avviso dei giudici del riesame, i documenti che dimostrerebbero che Michta, il giorno del delitto era a Roma, all’ospedale Cto, non erano nel suo fascicolo processuale, quindi, allo stato, è come se non esistessero. Sulla decisione dei giudici del riesame, inoltre, ha pesato anche la circostanza che la donna, subito dopo l’arresto, confessò spontaneamente di essere stata insieme al suo ex compagno Giorgio De Vito nell’abitazione della giovane di Civita Castellana per compiere un furto e di aver assistito al suo accoltellamento da parte dello stesso De Vito, il cui processo è ancora in corso davanti alla Corte d’Assise di Viterbo.

I documenti che dimostrerebbero che Michta non era a Civita Castellana la mattina dell’omicidio, furono depositati in Corte d’Assise il 6 ottobre 2011 dai difensori di De Vito, gli avvocati Enrico Valentini e Mario Rosati. Si tratta di accertamenti eseguiti dai carabinieri dai quali risulterebbe che la donna, il 3 febbraio 2010 era a Roma. Alle 12, infatti, era nella lista dei pazienti prenotati per una visita al Cto di Roma; alle 12,40 eseguì una radiografia alla mano e alle 13,40 sarebbe entrata al pronto soccorso. Alle 17,38, quando fu chiamata per la visita, non si presentò e al fianco del suo nome venne aggiunta la scritta “assente alla chiamata”.

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