ANNO 16 n° 271
Da accusa di omicidio volontario a preterintenzionale: Dumitriel Ene resta in carcere
Valentin Ionut Crisan sarebbe deceduto a seguito di un'emoragia interna. Oggi i funerali alle 16 al Duomo di Fabrica
31/07/2025 - 05:28

di An.Te.

FABRICA DI ROMA - Rimane dietro le sbarre Dumitriel Daniel Ene, il trentenne accusato della morte del cognato Valentin Ionut Crisan. A deciderlo è stato il giudice per le indagini preliminari Fiorella Scarpato, che ha confermato la custodia cautelare in carcere dopo l’interrogatorio di garanzia di martedì. Tuttavia, la magistratura ha ritenuto opportuno riqualificare il reato: da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale, riconoscendo l’assenza di volontà di uccidere.

Secondo quanto emerge, Ene avrebbe colpito la vittima durante un violento alterco, agendo in stato di ebbrezza e usando anche una bottiglia di vetro come arma. L’intento, tuttavia, sarebbe stato quello di arrecare percosse, e non la morte — avvenuta poco dopo, nella notte tra il 26 e il 27 luglio, mentre Crisan si trovava in auto con la madre e la sorella diretti verso il pronto soccorso dell’ospedale Andosilla.

La sera della tragedia si era svolta una festa in famiglia, organizzata per il compleanno della figlia della compagna di Ene. Secondo le prime ricostruzioni, durante i festeggiamenti sarebbero emerse vecchie tensioni, culminate in uno scontro fisico tra Ene e Crisan. Quest’ultimo era rimasto a casa per proteggere la sorella, già in passato vittima di episodi di violenza da parte del compagno, tanto da averlo denunciato per maltrattamenti. Ene, per quei fatti, era finito a processo anche per stalking ed era sottoposto a un divieto di avvicinamento, mai realmente rispettato da entrambi.

L’uomo, con un passato di lavori saltuari nell’edilizia e problemi legati all’alcol e al gioco, avrebbe perso il controllo al culmine della discussione. Crisan, operaio nel settore ceramico e padre di una bambina di cinque anni, è stato trovato privo di vita poco dopo l'aggressione.

I carabinieri della compagnia di Civita Castellana, coordinati dalla pm Paola Conti, hanno preso in carico le indagini. Ene si è consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine subito dopo il fatto. L’autopsia sul corpo della vittima, eseguita dal medico legale Benedetta Baldari, dovrà stabilire con esattezza se vi sia un nesso diretto tra i colpi ricevuti e il decesso, che al momento sembrerebbe attribuito a un’emorragia interna.

Anche Ene è stato visitato dalla stessa specialista per chiarire l’origine delle ferite riportate — se da difesa o da offesa.

L’avvocato Marco Borrani, difensore dell’indagato, ha annunciato il ricorso al tribunale del riesame, sostenendo che si è trattato di uno scontro degenerato e non di un’aggressione premeditata. “Il mio assistito è devastato per quanto accaduto – ha dichiarato – e la riqualificazione del reato era doverosa”.

La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Walter Pella, chiede giustizia per una morte assurda e dolorosa. Intanto, i funerali di Valentin Crisan si svolgeranno oggi alle ore 16 nel duomo di Fabrica di Roma, alla presenza di amici, colleghi e dell'intera comunità.






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