ANNO 16 n° 272
Compravendita di terreni dietro il tentato omicidio
L'uomo travolto con l'auto aveva rilevato le proprietą dell'agricoltore
01/07/2013 - 00:00

VITERBO – Un vecchio rancore che, con il passare del tempo, anziché stemperarsi si è andato acuendo. Un rancore legato alla perdita delle sue proprietà finite, dopo una lunga querelle giudiziaria, in possesso di un imprenditore agricolo. Sarebbe questo, secondo i carabinieri, il movente che l’altro ieri mattina avrebbe spinto Enrico Rencini, 64 anni, originario di Grotte di Castro ma residente ad Acquapendente, a travolgere con la sua auto Santino Giuliani, 72 anni, vice presidente del Consorzio Val di Paglia, e a lasciarlo disteso al ciglio di una strada sterrata, proprio davanti ai terreni oggetto dei loro lunghi dissapori.

Rencini, ora detenuto nel carcere di Mammagialla con l’accusa di tentato omicidio e omissione di soccorso, riteneva Giuliani responsabile delle sue disavventure economiche e non gli aveva mai perdonato di essere diventato proprietario dei suoi beni a prezzi ritenuti irrisori rispetto al loro reale valore. Tanto che in passato Rencini aveva denunciato Giuliani per usura. Ma le sue accuse sono state giudicate infondate dalla magistratura.

L’altra mattina, quando ha incrociato il 72anni che camminava a piedi lungo la strada che costeggia le sue ex proprietà, avrebbe perso il lume della ragione e, secondo la ricostruzione dei fatti compiuta dai carabinieri dei Acquapendente, avrebbe pigiato sull’acceleratore e gli è piombato addosso con l'auto. Giuliani, colpito in pieno e gravemente ferito, è rimasto esanime a terra. L’investitore, invece, è sceso dall’auto e anziché soccorrerlo, si è allontanato a piedi. Ai carabinieri che lo hanno arrestato ha dichiarato che si stava recando in caserma per costituirsi.

Il pensionato è stato soccorso da un operario che si trovava nella zona, in località Ponte San Biagio. E’ stato lui a chiamare il 118 e ad avvisare i carabinieri dell’accaduto. I medici dell’ospedale di Acquapendente, dove è ricoverato, gli hanno diagnosticato ferite guaribili in 30 giorni.

Ai carabinieri l’investitore avrebbe detto di non aver travolto volontariamente il pensionato e che si sarebbe trattato di un incidente. Una versione dei fatti inconciliabile con quanto dichiarato al momento del fermo, cioè che si stava recando in caserma per costituirsi. 

Entro oggi o, al più tardi domani, Rencini dovrebbe essere interrogato dal magistrato titolare del fascicolo. Che dovrà decidere la convalida dell’arresto e, soprattutto, se confermare l’accusa di tentato omicidio.

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