ANNO 16 n° 274
Carte clonate, Gdf arresta 19 persone
Sgominata organizzazione criminale operante in tutto il territorio nazionale
20/02/2013 - 04:00

VITERBO – E’ stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo l’imponente operazione di polizia che ha stroncato un’organizzazione criminale composta da romeni e macedoni e specializzata nella clonazione di carte di credito.

Il blitz, scattato all’alba di ieri, ha visti impegnati oltre duecento finanzieri del Comando provinciale di Roma in tutto il territorio nazionale, e ha portato all’arresto di trentuno criminali (19 dei quali residenti nella provincia viterbese) accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata all’utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento, frode informatica, riciclaggio e ricettazione. Numerose anche le perquisizioni personali e locali effettuate dai finanzieri nel corso della giornata di ieri; mentre sono almeno 350 i soggetti cui sono stati rubati dati online.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia tributaria di Roma, sono state avviate in seguito all’esposto di una vittima del pishing, ossia l’acquisizione fraudolenta online di dati sensibili, in questo caso relativi a carte di credito, poi utilizzati per prelevare contanti, o effettuare acquisti su Internet.

Il malcapitato, in particolare, lamentava di essersi accorto di non avere più disponibilità di denaro sulla propria carta elettronica, in quanto svuotata del relativo credito dopo una transazione non autorizzata ed effettuata da ignoti su un sito di scommesse.

Partendo da questo singolo caso, i finanzieri sono riusciti a risalire all’attività criminosa dell’organizzazione, con a capo tre soggetti di origine romena che, attraverso l'uso di mail “trabocchetto” ed altri accorgimenti informatici, riusciva ad impossessarsi delle credenziali (numero della carta e password dispositive) di numerose carte di credito.

Le carte “virtualmente” clonate venivano poi usate per ricaricare conti di gioco, intestati a soggetti dell'Europa dell'Est organici all'associazione criminale. Tali conti venivano quindi usati per effettuare scommesse “sicure” (ad esempio, a fronte di una giocata di 100 euro si potevano vincere al massimo 103 euro), con l'unica finalità di ripulire le somme illecitamente sottratte. Il passaggio successivo consisteva nella monetizzazione delle somme vinte attraverso la loro immediata riscossione attraverso prelievi on line dai conti di gioco e contestuale accredito su carte intestate ai medesimi soggetti. Da qui i soldi venivano prelevati in contanti attraverso normali sportelli bancomat postali e bancari.

Con questo sistema sono state effettuate ricaricare ai conti gioco per oltre 273.000 euro, attraverso circa 560 operazioni fraudolente su carte di credito, e prelevati più di 255.000 euro.

Oltre agli arresti, i finanzieri hanno anche sottoposto a sequestro preventivo, su disposizione del gip del Tribunale di Viterbo, 30 conti gioco illecitamente ricaricati, e 32 carte dove sono confluite le somme di denaro provento di reato.

“Con gli arresti di oggi (ieri, ndr) le Fiamme gialle hanno inferto un duro colpo al fenomeno illecito dell'utilizzo fraudolento dei mezzi di pagamento, dilagante negli ultimi anni”, si legge in un comunicato. “In merito si ricorda che le e-mail trabocchetto usate per carpire dati personali – spiegano i finanzieri nella nota - contengono quasi sempre avvisi di particolari situazioni o problemi verificatesi con il proprio conto corrente o carta di pagamento (ad esempio un addebito enorme, la scadenza dell'account, il rinnovo credenziali, ecc.). Per risolvere il problema - nella realtà inesistente - l'email invita il destinatario a seguire un link, presente nel messaggio, che però non porta al sito web ufficiale ad es. della banca, ma a una copia fittizia situata su un server controllato dal phisher, allo scopo – conclude la nota - di richiedere e ottenere dal destinatario i propri dati personali”.

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