ANNO 16 n° 274
Candidatura Bachelet: ''Il Pd faccia ciò che dice''
Il pretendente alla segreteria regionale
si è presentato in un incontro pubblico
29/12/2011 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – ''Il Pd deve fare quel che dice e dire quel che fa''. Con questo slogan Giovani Bachelet ha presentato il suo programma per la candidatura a segretario regionale del Pd nella sede di via Cardarelli a Viterbo. Ordinario di struttura della materia presso l’università ''La Sapienza'', Bachelet alle primarie del partito democratico dell’ottobre 2009 ha sostenuto Bersani, contribuendo anche alla stesura della sua mozione congressuale.

Adesso il tentativo di raggiungere lo scranno più alto, quello della segreteria regionale del partito: ''Dal 2008 il Pd Lazio, privo di un segretario, ha perso tutte le elezioni – afferma Bachelet nella conferenza stampa – il glorioso gruppo dirigente non si è più ripreso dallo shock di Rutelli e Marrazzo facendo un clamoroso autogol. Addirittura in alcune città siamo scesi sotto il 5%''.

Da questa premessa il compito di rinnovare il Pd regionale sulla base della trasparenza del merito: ''Il Pd nel Lazo era privo di un segretario da due anni e le soluzioni che si profilavano non mi sembravano convincenti, allora insieme ad un gruppo di giovani e veterani – argomenta Bachelet - abbiamo individuato una serie di incongruenze tra ciò che il partito professa (libertà, uguaglianza, fraternità, diritti, lavoro) e quello che realmente fa nel Lazio e dunque le priorità per rimetterlo in piedi; persone credibili e una nuova generazione di dirigenti e amministratori capaci di una visione e di un rilancio organico proprio su queste tematiche  che sono statutarie del partito, parole stese su carta, ma non messe in pratica''.

I punti essenziali della politica di Bachelet sono sette: ''Innanzitutto io credo che il segretario regionale debba interessarsi a tempo pieno al Pd e durante il suo mandato rinunci ad ogni altro incarico elettivo in altre istituzioni; poi c’è la valorizzazione dei circoli, sia di quelli attivi che di quelli inquinati o moribondi;  il partito deve promuovere nuove leggi elettorali e rimettere nelle mani degli iscritti la definizione di una quota importante delle liste di Camera, Senato e Regione; la riproposizione del modello Bersani a livello locale con il rilancio di membra vitali oggi disarticolate; la trasparenza sui bilanci e la parità di genere, il cambio di passo nelle aziende partecipate''.

Infine la stoccata alle tante anime che albergano nel partito che è il punto cardine del programma, costruire il Pd Lazio: ''E’ necessario abbandonare le spartizioni o le etichette non nel tentativo di cancellare il pluralismo, ma con la consapevolezza che le singole idee vengano valorizzate sulla base del merito, delle competenze e dell’attivismo''.

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