

VITERBO – Nel futuro prossimo del Pd viterbese ci potrebbe essere una gestione largamente unitaria, che potrebbe avere come primo passaggio l’azzeramento dell’esecutivo provinciale, tutto targato Sposetti-Parroncini, e il successivo ingresso delle minoranze di Fioroni e Panunzi, finora rimaste sull’Aventino, nella nuova segreteria.
Ma questa e solo una, e forse nemmeno la principale delle novità che si vanno configurando: il potentissimo e temutissimo Ugo Sposetti, colui che tiene i cordoni delle casse dell’ex Ds, potrebbe trovarsi in minoranza nel partito. Forza della candidatura di Enrico Gasbarra alla carica di segretario del Pd laziale che, sia Andrea Egidi, segretario provinciale in carica, ritenuto una propaggine dello stesso Sposetti, che l’ex presidente della Provincia Alessandro Mazzoli hanno deciso di sostenere. E porterebbero con loro un numero imprecisato, ma discreto , di amministratori locali e dirigenti del partito.
L’Ugo, il politico con i baffi, invece, ha sposato la causa di Marta Leonori, diretta concorrente di Gasbarra. Risultato: dopo aver attraversato indenne ere glaciali, guerre puniche, terremoti politici e non, potrebbe ritrovarsi relegato in un ruolo marginale e di relativa irrilevanza.
Quella che si annuncia come una piccola rivoluzione made in Tuscia è emersa ieri sera nella sede del Pd, dove Gasbarra, accompagnato dal principale sponsor della sua candidatura, l’ex ministro Giuseppe Fioroni, e dal consigliere regionale Giuseppe Parroncini, coccolato da Enrico Panunzi oltre che da Egidi e Mazzoli, ha presentato il suo programma congressuale.
Gasbarra, ex vice sindaco della Capitale, ex presidente della Provincia di Roma, deputato in carica, ha dapprima tenuto una vera e propria requisitoria contro la legge finanziaria della Regione Lazio appena approvata, definendola insufficiente, opaco e scandalosa. “E' insufficiente - ha detto - perché vorrebbe affrontare con strumenti ordinari una situazione straordinaria. E' opaco perché taglia servizi e assistenza sanitaria senza intaccare le spese inutili. E' scandaloso perche', in un momento di profonda crisi, qual e' l'attuale, istituisce i vitalizzi anche per gli assessori esterni e aumenta i balzelli ai cittadini''.
Poi Gasbarra ha definito la sua candidatura, per il modo in cui è maturata e per e per le molte espressioni del partito che la sostengono, “un laboratorio nazionale'.
'Il mescolamento di esperienze e culture che mette insieme possono finalmente far nascere un partito unito, non più rinchiuso in se stesso, propositivo, dinamico, che si lasci alle spalle, pur senza ripudiarle, le storie individuali di tutti noi', ha affermato
“ Fioroni ed io - ha sottolineato Gasbarra - veniamo dal mondo cattolico, siamo orgogliosi delle nostre origini e le difenderemo in ogni sede. Tuttavia, siamo impegnati a costruire, insieme a coloro che hanno storie e altri vissuti, a costruire una cultura nuova, originale, inclusi va, che accolga ognuno. La cultura dei democratici'.
Gasbarra ha poi ricordato che a Roma, all'epoca della Giunta comunale rosso-verde di Francesco Rutelli, cominciò il dialogo che poco dopo portò alla nascita del primo Ulivo in Italia. E che si concretizzò con il secondo mandato dello stesso Rutelli a sindaco di Roma, ha ricordato.
'Dobbiamo a Roma e alle province del Lazio - ha concluso - un gruppo dirigente democratico unito, che sappia mettere in campo tutte le energie per la riscossa su una destra che, da Berlusconi ad Alfano, da Alemmano e Polverini, è interessata soltanto a come vincere e non al perché vincere'.
Oggi alle 13, infine, arriva a Viterbo, nella sede del Pd, Giovanni Bachelet, anch'egli candidato alle primarie per l’elezione del segretario regionale del PD del Lazio. Bachelet, presidente del Forum nazionale Politiche dell’Istruzione del Pd, ha annunciato una campagna elettorale sobria e senza manifesti; inoltre, in caso di elezione, si dimetterà dalla carica di deputato. Seguirà un incontro pubblico, alle 16:30, nella sala dell’Archivio di Stato.