

VITERBO - Il nome di Giuseppe Fioroni è entrato prepotentemente nel novero dei possibili candidati del centrosinistra a sindaco di Roma. L'area popolare dei democrat, finora rimasta ai margini della discussione, negli ultimi giorni ha deciso di puntare sull'ex ministro dell'Istruzione. A lui, che è già stato sindaco di Viterbo, l'idea non dispiacerebbe, ma non vuole nemmeno sentire parlare di passare sotto le forche caudine delle primarie, peraltro affollatissime e incerte.
Qundi, Peppe si getterebbe a capofitto nell'agone elettorale, ma solo se venisse indicato come unico candidato del Pd. Meglio ancora se dell'intera coalizione. Un'eventualità, quest'ultima, assai improbabile, considerato che già alcuni esponenti democratici hanno ufficializzato la loro candidatura. E' il caso dell'eurodeputato David Sassoli, sostenuto da Dario Franceschini e da Anna Finocchiaro. E che Massimo D'Alema ha già indicato Umberto Marroni come ''suo'' candidato al Palazzo Senatorio.
C'è poi da tener conto dei ''renziani'' che si apprestano a scegliere tra l'ex ministro Paolo Gentiloni, il neo deputato Mario Adinolfi e Patrizia Prestitino chi contrapporre al sindaco uscente Gianni Alemanno. E che Matteo Renzi rinunci alla corsa a favore di Fioroni è quanto di più improbabile si possa immeginare.
E non è ancora tutto: tra i democratici ''non allineati'' si va facendo sempre più strada il nome dell'attuale ministro per la Coesione Sociale Fabrizio Barca. Quest'ultimo piace anche al Sel di Niky Vendola che, per sostenerlo sarebbe pronto a non indicare un proprio candidato. Se Barca non fosse della partita, Sel farebbe scendere in campo il proprio coordinatore nazionale Massimiliano Smeriglio. Vendola sarebbe disposto a non puntare su un proprio uomo anche nel caso che il Pd puntasse sul suo segretario regionale Enrico Gasbarra. Nome, quest'ultimo, sostenuto anche dal presidente della Provincia di Roma e candidato alla presidenza della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
Allo stato dell'arte, però, il Sel deve fare un grande sforzo per non cadere in tentazione: con tanti candidati del Pd in lizza e l'estrema frammentazione dei voti potrebbe favorire la corsa di un proprio candidato. Quindi non è detto che alla fine Vendola, Barca o non Barca, Gasbarra o non Gasbarra, punti su un proprio uomo.
Le grandi manovre sono ormai avviate: le primarie del centrosinistra si terranno, salvo sorprese sempre in agguato, il 20 gennaio prossimo. Le candidarure dovranno essere presentate entro la prima decade di dicembre. Manca poco meno di un mese al momento in cui tutti dovranno mettere le carte in tavola. Si vedrà....