

di Domenico Savino
VITERBO – ''In quel momento non si è capito molto. Quando le hostess hanno ripetuto in inglese che i voli erano stati sospesi per motivi di sicurezza mi sono insospettito. Sono sceso dall’aereo e ho letto che un volo era stato dirottato. E allora ho dovuto rimandare di un giorno il mio ritorno in Italia''. Protagonista indiretto del dirottamento del Boeing 767 che partiva da Addis Abeba e aveva a bordo 193 passeggeri (di cinque viterbesi) è Luigi Ragonesi, 30 anni viterbese, che a Ginevra ci va una volta al mese a trovare la sua dolce metà, Vanessa.
Luigi era salito su un altro volo che partiva alle 6 del mattino: tutto sembrava filare liscio come al solito, le pratiche sbrigate con la solita calma, fatto il check in, si prende posto in attesa di ''spiccare il volo'' come ama ripetere Luigi. Bisogna rientrare in Italia, tornare alla vita di tutti giorni. E invece alle 6,25 arriva la comunicazione in francese del comandante. Saranno pochi minuti dopo le hostess a spiegare in inglese che c’era un problema e che tutti i voli erano sospesi per motivi di sicurezza sia in entrata che in uscita.
Luigi non poteva immaginare che a pochi metri di distanza da lui c’era un aereo dirottato da un copilota che voleva scappare da suo paese d’origine e chiedere asilo politico in Svizzera: ''Fortunatamente in aereo non hanno detto nulla, altrimenti sarebbe stato il panico, né ci hanno fatto capire cosa stava accadendo. Ordinatamente siamo scesi dall’aereo, però c’era una strana atmosfera. Ho capito che stava succedendo qualcosa. Mi sono connesso con l’ora gratis e ho letto che era stato dirottato un volo. Non ci potevo credere''.
Mentre faceva ritorno a casa di Vanessa il telefono squillava, chiamate da tutti gli amici italiani che sapevano de suo rientro e che erano preoccupati: ''Luigi cosa succede? Sei ancora in aeroporto? Non ti muovere da casa. Erano le frasi che mi sono sentito ripetere in continuazione dai miei familiari. Mi sono reso conto di essere a mia volta protagonista di questa strana storia. Sul momento non mi sono spaventato, poi ho realizzato che poteva succedere qualcosa di grosso''. In fondo l’ha presa con filosofia: ''E’ stata l’occasione per restare un giorno in più con la mia fidanzata – ha scritto su Facebook – a questo punto devo anche ringraziare il dirottatore''.