ANNO 16 n° 274
Blitz delle fiamme gialle
al Polonord, Piero Ferri:
''Accanimento illegittimo''
Scrive il proprietario del complesso
immobiliare incompiuto al Riello
04/01/2015 - 00:03

Da Piero Ferri, amministratore della Polonord Spa, il grande complesso immobiliare in località Riello, il cui cantiere è inattivo da circa tre anni, riceviamo e pubblichiamo. 

VITERBO - Gli 
ultimi fatti di cronaca mi spingono a far chiarezza per la prima volta su vicende, illazioni e accuse
 più 
o meno 
esplicite,
 sia 
recenti 
che 
passate.

Fatti e
accadimenti recenti

Il 
giorno 23 dicembre scorso, nonostante la mia manifesta volontà di collaborare e di concedere l’apertura
 dei locali, sia pure senza la mia presenza fisica, la Guardia di Finanza ha ritenuto necessario eseguire 
l’accesso
 forzoso servendosi dei vigili del fuoco, al fine di acquisire documentazione contabile della
Polonord 
Spa, su disposizione della Procura di Milano. Per una serie di circostanze e di gravi 
responsabilità 
tutte da accertare – tra cui la mia è certamente esclusa – sono finito sui giornali
 con 
l’alone del sospetto ingigantito dall’insolito modus operandi.

Non
 ho mai avuto clienti o fornitori in quel di Milano, né tantomeno amici o semplici conoscenti;
 ero 
dunque certo della mia estraneità a qualunque vicenda, senza preoccupazione alcuna. Trascorsi sei
giorni, il 29 dicembre ho avuto modo di visionare i documenti da cui è scaturita la
 pseudo sagra dell’assurdo. Ho così scoperto che un magistrato di Milano ha inviato un avviso di
garanzia
a due ''signori'' residenti a Milano, disponendo però contestualmente una perquisizione
locale
 e personale alla Polonord Spa., di cui io sono legale rappresentante e unico proprietario. Secondo 
ciò che mi è stato riferito, nel 2009 qualcuno avrebbe emesso una fattura di vendita di
 un 
complesso industriale – ipotizzo a Milano – utilizzando in modo del tutto indebito la ragione
 sociale 
e 
la partita Iva della
Polonord 
Spa.

Provate 
a immaginare insomma che un individuo a voi sconosciuto residente a Milano riceva un
 avviso
 di garanzia e parallelamente sia ordinata una perquisizione a casa vostra: in vostra assenza;
 dopo 
aver divelto porte e quant’altro; con l’intervento dei vigili del fuoco e alla presenza di almeno una 
decina
 di
 operatori.

Non 
veniamo sempre esaltati come la patria del diritto e del garantismo? È del tutto evidente che la
 Polonord
 Spa e quindi il sottoscritto erano e sono delle vittime inconsapevoli. Del resto gli
 inquirenti 
hanno potuto appurare, ben prima dell’accesso forzoso, che la Polonord non ha mai posseduto
 complessi industriali
 a
Milano né qualunque altra cosa o bene che non fosse a Viterbo, e più precisamente presso il 
cantiere
 adiacente al Tribunale.
 Che
 dire dei presunti colpevoli? E’ a dir poco tragicomico che da quanto risulta dalla documentazione in
 mio possesso essi non abbiano subito alcuna perquisizione locale e/o personale.

Per
quanto possa già sembrare un accanimento illegittimo e kafkiano oltre misura, dopo aver appurato
 che non c’era traccia della fattura incriminata, i finanzieri non sono riusciti a reperire tutte 
le 
scritture contabili della Polonord Spa.
 Piuttosto
 però che aspettare di venire assistiti e chiedere a me o al responsabile dove fosse il materiale che a loro dire non era presente
 nei locali, non hanno esitato a formulare un’ipotesi di reato a mio carico, più precisamente
 ''…del reato previsto e punito dell’articolo 10 del decreto legislativo 74/2000, perché in qualità di rappresentante legale della 
Polonord Spa, occultava o distruggeva le scritture contabili dei quali è obbligatoria la conservazione
 in modo da non consentire la ricostruzione del reddito o del
 volume
di affari...'', così da trasformarmi un indagato senza mezzi termini.

Come
se non bastasse, viene eseguito ''sequestro d’iniziativa'' di tre personal computer e gran parte
 delle scritture
contabili, mentre in seguito il PM di turno del Tribunale di Viterbo convalida l’operato
 della Guardia di Finanza e il sequestro.

Alla
 luce della mia esperienzavi consiglio di mettere bene in vista il vostro titolo di studio, infatti, se
 doveste subire una perquisizione in vostra assenza, potreste essere accusati di millantato titolo.

L’impossibilità
 di usufruire dei computer ha comportato il totale blocco delle attività amministrative 
della Polonord Spa e di altre società personali o di congiunti, con potenziali gravi
 e irreparabili danni, del tutto da vedere se risarcibili in modo congruo.

Per
 completare il quadro e sfogare amarezza, frustrazione e delusione che mi impregnano l’anima, mi
 sento in dovere di mettere a parte lettori ed opinione pubblica perlomeno dell’ennesimo
 episodio 
significativo dello stato in cui mi trovo a dirigere un’impresa, questa volta però nei panni
 di
 vittima ufficialmente riconosciuta.
 Nei 
giorni compresi tra il 25 novembre e il 15 dicembre 2014 la Polonord ha subito quattro furti di
 beni in
cantiere per somme ingenti. Al primo di questi furti ha assistito un testimone oculare che ha potuto 
riferire circa l’ora esatta, la marca dell’auto, il modello, il colore e quasi tutto il numero di
targa.
 Ho chiesto alle autorità competenti di visionare le telecamere del Tribunale ed altre per individuare
e completare la targa dell’auto; in sintesi la risposta è stata: forse nemmeno per un
 caso
 di omicidio potremmo fare così tanto. In seguito, un altro milite molto più attivo ed empatico
 ha
 eseguito la verifica a suo tempo da me richiesta, quando oramai era però troppo tardi, dato che
 per 
legge le registrazioni sono archiviate solo per un esiguo numero di giorni. Con la presente, voglio 
anche esprimere tutta la mia gratitudine a questo milite per questo e per altri fatti in cui ha
 dato 
prova delle sue capacità e della sua dedizione, specie perché in grado di riscattare l’operato
 (non
 sempre puntuale) di un’intera caserma. Approfitto dell’occasione per ringraziarlo ufficialmente, desolato di non poter farne nome in questa lettera.

 Informazioni
 di
 carattere
 generale

Per
 finire, gradirei informare i sostenitori, i detrattori e i denigratori del progetto Polonord, con
 notizie 
certe e puntuali che spero facciano un minimo di chiarezza sul passato, presente e futuro
 della
 Polonord 
e
 del 
suo
avveniristico
 progetto.

1) La
 Polonord Spa, costituita appositamente nel 2003 per realizzare questo progetto, appartiene
 totalmente al sottoscritto Piero Ferri e viene dallo stesso amministrata.

2) Chiunque 
sia in grado di provare anche in minima parte che il reale proprietario e/o finanziatore 
della
Polonord Spa sia persona fisica o giuridica (siano essi in odore di mafia, camorra o
 altro) diversa 
dal sottoscritto avrà diritto ad un compenso milionario.

3) Chiunque
 diffonderà voci tendenziose e strumentali tese ad alimentare il sospetto di presunte
 opacità,
 connivenze o non meglio precisati misteri sarà immediatamente querelato. 
Invito
 pertanto ognuno di voi a riferirmi personalmente o ancor meglio alle autorità competenti
 su 
fatti, circostanze e persone volte ad infangare il buon nome del sottoscritto e della Polonord Spa.

4) Nessuna
 autorità ha mai fermato i lavori per qualsivoglia motivo. I lavori si sono fermati
 esclusivamente 
per mancanza di liquidità, conseguenza del venir meno di finanziamenti (mutuo)
 da
 parte delle banche. Il venir meno non è dovuto a negligenze o mancanze in capo alla Polonord
 Spa, quanto piuttosto a
problemi strutturali radicati nel sistema creditizio italiano, causa ed
 effetto
della
crisi epocale 
che 
attanaglia
l’Italia 
e 
non
 solo.

5) L’immobile
è stato valutato 50 milion di euro allo stato attuale dei lavori, da un perito indipendente
 nominato
 da un giudice del Tribunale di Viterbo, nel corso di una procedura esecutiva immobiliare. Non 
appena definite le reali somme spettanti, sarà chiusa.

6) Sono
 al vaglio delle concrete ipotesi di soluzione che consentiranno la ripresa
 dei
lavori, nonché il completamento d un’opera che di sicuro migliorerà la qualità della
 vita
 di questa città e non solo, partire dal punto di vista occupazionale fino a quello culturale.
Ahimè, andrà così a discapito degli anacronistici detrattori che spinti da
 croniche
 invidie sociali persistono in maniera aprioristica a vedere
 l’imprenditorialità
 privata come uno strumento di cinico arricchimento criminale e la 
''classe imprenditoriale'' tutta come un cancro da estirpare, oltre a dimostrarsi indifferenti
 alle
dinamiche che consentono a una nazione di migliorare il suo benessere, come le 
paradossali 
trappole burocratiche che soffocano il cittadino invece di servirlo e
 un 
sistema 
fiscale
–creditizio
 allo
 sbando.

Chiedo
 cortesemente
 di
 pubblicare
 l’intera
 lettera
 (1.305 parole) precisando
 che delle affermazioni 
in
 essa
contenute mi
 assumo 
personalmente 
ogni
 responsabilità.

Piero 
Ferri

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