

di Roberto Pomi
VITERBO - Fiamme gialle al cantiere del ''Polo Nord''. L’enorme scheletro di cemento armato, una delle opere incompiute più colossali della storia viterbese, ha ricevuto nel pomeriggio di ieri la visita degli uomini della Guardia di Finanza. Su mandato della Procura di Milano sono entrati all’interno del cantiere e hanno operato il sequestro di documenti e computer contenuti all’interno dei container, ai piedi della mastodontica struttura, adibiti a uso ufficio.
Sul posto i vigili del fuoco, che hanno aperto l’accesso al cantiere e agli uffici. L’operazione è scattata subito dopo le 14 di ieri. Al termine l’azione di ingresso e sequestro di documenti e computer è scattata presso altri container a uso ufficio nella zona del Poggino.
Entrambi i cantieri, oggetto dell’azione della Guardia di Finanza, sono dell’imprenditore Piero Ferri. Il cinquantenne, originario di Blera, è balzato alle cronache locali per il progetto faraonico denominato ''Polo Nord''. Sulla carta doveva essere il centro commerciale polifunzionale più grande del Lazio. Esteso su un’area di 78mila metri quadrati, per undici piani sotto terra e tanti altri in altezza. Un complesso milionario, voluto dal socio unico della ''Polo Nord'' spa e progettato da diversi architetti.
Secondo il disegno doveva trattarsi di una realtà all’avanguardia, una sorta di città nella città. Al suo interno un cinema multisala, mini sale per proiezioni private, supermercato, ristorante, un albergo con 100 camere su una superficie di 5 mila metri quadrati, un residence con 142 mini appartamenti, due piscine coperte di cui una da 25 metri e l’altra per bambini, una vasca per immersioni sub profonda 9 metri, palestra e campo di squash, sauna e 60 locali commerciali, uffici. Sopra l’immenso terrazzo una pista da footing lunga 310 metri. E poi una grande piazza da diecimila persone (utilizzabile per spettacoli ed iniziative di vario genere). E ancora parcheggi, quindici ascensori, due tapis roulant e due scale mobili. Costo complessivo dell’opera, circa cento milioni di euro.
I lavori, iniziati nel 2007, si sono arenati per mancanza di liquidità nel 2011. Da quel momento il ''Polo Nord'' è rimasto uno scheletro di cemento, alle spalle del tribunale di via Falcone e Borsellino. Sul perché dell’indagine c’è il più stretto riserbo. Secondo quanto si è appreso, la Procura milanese avrebbe avviato da tempo un'inchiesta su alcune operazioni finanziarie sospette e, seguendo uno dei molti rivoli in cui si dipanano le indagini è arrivata fino a Viterbo.