ANNO 16 n° 274
Blitz antiassenteismo all'ufficio decentrato dell'Agricoltura,
16 dipendenti sono stati sottoposti a misure cautelari dal Gip
04/04/2012 - 20:57

VITERBO - Avevano escogitato un sistema per risultare presenti in ufficio tutti i giorni, mentre in realtà lavoravano meno della metà delle ore previste. Il resto del tempo lo impiegavano a svolgere attività in nero, spesso facendo addirittura da consulenti alle aziende agricole che chiedevano contributi al loro stesso ufficio, oppure a fare la spesa, a passeggiare o altro. Protagonisti del fenomeno di assenteismo, 16 impiegati del settore decentrato dell' Agricoltura della Regione Lazio a Viterbo, 11 uomini e 5 donne, ai quali, questa mattina (15 dicembre 2010) la Squadra Mobile ha notificato 16 provvedimenti cautelari emessi dal Gip. Di questi, 8 sono agli arresti domiciliari; gli altri 8 dovranno presentarsi alla polizia giudiziaria ogni giorno. Nei loro confronti ipotizzati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso.

Durante le indagini, durate 2 anni e scaturite da un esposto anonimo alla procura, gli investigatori hanno documentato con riprese filmante e pedinamenti che gli impiegati facevano scorrere i badge nell'apparecchio di registrazione delle presenze per poi uscire dall' ufficio scavalcando i tornelli. Da qui il nome dell'operazione: Jump (salto). In altre occasioni non andavano al lavoro perché consegnavano i badge a colleghi compiacenti che registravano la presenza al loro posto. Un 'piacere' che, a richiesta, veniva poi ricambiato al momento opportuno.

I meccanismi della truffa sono stati spiegati dal pm Paolo Canti, titolare dell'inchiesta, e dal capo della Squadra Mobile di Viterbo Fabio Zampaglione in una conferenza stampa.

Il fenomeno era iniziato almeno due anni fa e ha coinvolto 16 impiegati su 50. ''Alcuni dipendenti – è stato sottolineato - in due settimane hanno collezionato 40 ore di assenza su 72 complessive di lavoro. Oltre il 50 per cento''.

Sembra che alcuni assenteisti abbiano anche lavorato in nero in studi di agronomi. Un altro aspetto ancora da chiarire è se le pratiche da loro istruite, una volta presentate all'ufficio regionale dove erano impiegati, abbiano trovato iter facilitati.

Nel mirino ci sarebbe anche la 'distrazione' dei responsabili del settore decentrato dell'Agricoltura che, da almeno due anni, non si sarebbero accorti del fenomeno.

La governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha detto di confidare nelle indagini: se la vicenda ''fosse vera queste persone andranno penalizzate anche rispetto ai tanti dipendenti pubblici che invece quotidianamente lavorano con impegno''.

Due giorni dopo il blitz è stato notificato un avviso di garanzia a tre dirigenti dell'ufficio decentrato. Destinatari degli avvisi sono un dirigente d'area e due capi settore.

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