ANNO 16 n° 274
Bigiotti, Capitoni e Mantuano: ''Giunta senza viterbesi è occasione persa''
21/03/2013 - 14:30

VITERBO - ''Parla di grande rinnovamento, ma a nostro avviso il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, parte subito con il piede sbagliato e fa capire sin dalle prime battute quale ruolo da comparsa avrà la Tuscia nella gestione del Lazio dei prossimi cinque anni. L’assenza di un rappresentante del territorio viterbese nella giunta regionale è, al di là di qualsiasi altra considerazione, soprattutto un’occasione persa. Un’opportunità mancata per lavorare nell’interesse di una provincia che avrebbe bisogno di un altro tipo di considerazione''.

A parlare sono i capigruppo in consiglio provinciale Capitoni (Pdl), Mantuano (Fdi) e Bigiotti (Udc). La critica è diretta alle scelte della nuova giunta regionale di Zingaretti. Tutti assessori esterni, nessun rappresentante della provincia di Viterbo: ''Avrebbero meritato - scrivono in un comunicato - riconoscimento maggiore le 15mila preferenze di Panunzi, o la presenza nel listino di Riccardo Valentini. Ma tant’è, queste sono le scelte del centrosinistra che, al di là delle dichiarazioni di facciata, non cambiano mai: nel 2005, infatti, con Piero Marrazzo presidente anche l’allora consigliere Giuseppe Parroncini, forte di quasi 13mila voti presi nella nostra provincia, non fu ritenuto degno di rappresentare la Tuscia in giunta se non solo a una manciata di settimane dal ritorno alle urne. Cambiano gli uomini ma non gli schemi del centrosinistra''.

L’ultima riflessione la riservano alle nomine di soli esterni: ''Quando tale decisione fu presa in parte anche dalla ex presidente Renata Polverini, l’allora governatrice fu coperta di critiche secondo le quali in quel modo si sarebbe generato un aumento dei costi della politica. Oggi Zingaretti ha fatto lo stesso, anzi peggio, con una giunta composta da soli membri non eletti. La celebrazione dell’intellighenzia esterna posta al governo del Lazio impedisce però ai più di levare una voce critica sull’odierno aumento di costi della politica, che di fatto vanifica la diminuzione dei componenti dal consiglio regionale da 70 a 50 componenti. Le risorse pubbliche destinate agli assessori esterni appartengono anche ai cittadini della Tuscia, i quali però stavolta non avranno purtroppo un proprio rappresentante territoriale nella nuova giunta. Un vero peccato''.

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