ANNO 16 n° 274
Bancarotta ex Isi, manager falisco ancora negli Stati Uniti
Stefano Cevolo ha nominato due difensori di fiducia del Foro di Roma
26/05/2012 - 04:00

VITERBO – Non ne vuole sapere di tornare in Italia, ma ha provveduto a nominare due difensori del Foro di Roma.

Stiamo Parlando di Stefano Cevolo, il 52enne originario di Montefiascone su cui pende un’ordinanza di custodia cautelare dal 10 maggio scorso per truffa aggravata e bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze sulla ex Isi, azienda produttrice di pannelli solari nata dalle ceneri della Elettrolux ma mai avviata secondo quanto accertato dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria.

Lo stabilimento di Scandicci (oltre 400 addetti per una produzione di frigoriferi), in particolare, faceva parte di un piano di dismissioni di Electrolux, multinazionale che lo cedette alla Isi, poi fallita, con l'impegno di produrre pannelli solari al posto di frigoriferi. La ex Electrolux avrebbe manifestato agli inquirenti la volontà di costituirsi parte offesa, ed eventualmente parte civile in un processo futuro.

L’imprenditore dalle origini falische, amministratore delegato della Mercatech Italia, era finito nell’inchiesta insieme a Paolo Corati (57enne napoletano e direttore del personale e finanziario), e a Massimo Fojanesi (58 anni di Morlupo amministratore unico dell’ex Isi). 

Come per Cevolo, anche per Corati il gip toscano Silvia Cipriani aveva disposto la detenzione domiciliare; mentre Fojanesi era finito dietro le sbarre. Il primo, considerato dagli inquirenti l’amministratore di fatto della società, era stato bloccato il 18 maggio scorso all’aeroporto di Fiumicino mentre rimpatriava dalla Colombia.

I legali dei Fojanesi, invece, avevano presentato ricorso al Riesame chiedendo la scarcerazione “per insussistenza del pericolo di fuga e dell’inquinamento delle prove”.

Ieri mattina (25 maggio) il pronunciamento dei giudici toscani, che hanno concesso i domiciliari all’indagato nella sua abitazione alle porte di Roma (posta sotto sequestro preventivo) ordinandogli di non comunicare con nessuno al di fuori dell'ambito familiare.

Lo stabilimento di Scandicci (oltre 400 addetti per una produzione di frigoriferi) faceva parte di un piano di dismissioni di Electrolux, multinazionale che lo cedette alla Isi, poi fallita, con l'impegno di produrre pannelli solari al posto di frigoriferi. La ex Electrolux avrebbe manifestato agli inquirenti la volontà di costituirsi parte offesa, ed eventualmente parte civile in un processo futuro.

 

 

 

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