ANNO 16 n° 272
Bambini contesi: la mamma di Viterbo affila le armi
In attesa della definizione del processo penale a carico dell'ex, la donna annuncia nuove iniziative per riavere i figli
03/12/2022 - 07:32

VITERBO - Si avvicina il Natale e per Grazia, la mamma di Viterbo che da due anni sta combattendo per riportare a casa i figli sarà, con tutta probabilità, il secondo lontano dai bambini. Lei non si dà per vinta e prosegue la sua battaglia legale. Da settembre dell'anno scorso, i piccoli sono stati collocati dal padre, contro il quale la donna ha sporto denuncia per maltrattamenti di fronte ai minori, ed è in corso un procedimento penale. Una circostanza questa che non è stata sufficiente a farle mantenere l'affidamento dei figli. E' bastata una relazione in cui è stata definita “oppositiva” rispetto al rapporto padre-bambini per sottrarle i piccoli. Non è la prima.

La casistica

Di recente, in occasione della giornata internazionale contro la violenza di genere, l'associazione Comitato Madri Unite è tornato a denunciare certe situazioni di corto circuito che si verificano quando si parla di affidamento e interesse dei figli.

Situazioni che partono dalla denuncia della donna contro il marito violento a cui segue la denuncia al Tribunale dei minori. Nell'interesse dei figli inizia un percorso che parte con incontri protetti con l'imputato/indagato, “che compromettono la testimonianza del minore” dice il Comitato Madri Unite, si passa all' educativa domiciliare per il minore; all'affidamento al servizio sociale; al percorso alla genitorialità per entrambi i genitori, si arriva alla ctu affidata o a un consulente del giudice o allo psicologo/a del Servizio sanitario che collabora in equipe con tanto di somministrazione dei test per una approfondita valutazione psicodiagnostica e delle competenze genitoriali.

''Da questo momento in poi – proseguono le Madri Unite - si apre un ventaglio di possibilità sempre volte comunque a mantenere 'il reale interesse sul minore': la denucia viene archiviata senza indagini e prosegue la istituzionalizzazione del minore. La denunciante viene fatta passare per una falsa accusatrice e gli interventi disposti proseguono ovviamente di routine; l'imputato viene assolto in formula dubitativa grazie anche agli interventi fatti nel civile che hanno spinto il Giudice del penale per una assoluzione; la denucia va avanti e dopo il processo l'imputato viene condannato per violenze.

Nell'excursus della casistica raccolta, il Comitato riferisce di incontri poco tranquillizzanti con i servizi sociali, di ctu ''che devono fare le valutazioni psicodiagnostiche sulle competenze genitoriali non vogliono che si raccontino i fatti accaduti nella relazione''. Il cortocircuito si interrompe ''quando il maltrattante si dilegua e smette di fare istanze su istanze per l'affidamento condiviso.... - dice il Comitato delle madri unite - Li si fermano (anche se non sempre ) e la maggioranza delle decadenze della responsabilità genitoriale o sospensione sono per il disinteresse assoluto dell'altro.... Li non possono attuare il giochetto 'tra i due litiganti il terzo gode'.

La battaglia continua

Quello di Grazia rientrerebbe in questa casistica. Nei mesi scorsi la donna ha rivolto un appello in città affinchè fosse aiutata, come in altre città è stato fatto per altre madri, a rivedere i figli. Si ritiente vittima di un'ingiustizia perpetrata da chi avrebbe dovuto valutare con più attenzione e imparzialità il proprio caso e – a suo giudizio – non l'ha fatto. Ora, però, la mamma di Viterbo vuole andare in fondo a questa storia. In attesa che sia definito il processo a carico dell'ex per maltrattamenti, annuncia battaglia in tutte le sedi e a tutti i livelli per riavere i bambini. Sarebbe già in contatto con diverse tv per portare il caso all'attenzione dei media nazionali.






Facebook Twitter Rss