ANNO 16 n° 274
Attentato contro ex dirigente Eni a Orte,
gli investigatori seguono la pista locale
06/01/2012 - 02:34

VITERBO – E’ una pista locale e non avrebbe alcun collegamento diretto con l'attività professionale svolta in passato, quella seguita dagli investigatori per far luce sull’attentato compiuto tra il 26 e il 27 dicembre scorso ai danni di Mauro Vecchi, l’ex dirigente dell’Eni cui è stata incendiata la casa nella campagne di Orte.

Una pista rafforzata dagli altri gravi episodi intimidatori subiti da Vecchi in passato: circa cinque anni fa, qualcuno entrò in casa sua e taglio il tubo del gas; successivamente gli vennero tagliati un centinaio di alberi; il 2 novembre scorso, infine, nel cimitero di Orte comparvero numerose scritte contenenti insulti e minacce contro di lui e uno dei collaboratori della sua azienda agricola.

I carabinieri stanno tentando anche di accertare se l’attentatore – o gli attentatori – sapessero che l’uomo era partito per una breve vacanza. Se trovasse riscontro l’ipotesi che non lo sapessero, significherebbe che il loro obiettivo era di farlo investire dall’esplosione causata dal gas della bombola lasciata aperta.

Di certo, finora, c’è la volontà che chiunque si sia introdotto nel casolare, al fine di evitare che il proprietario potesse pensare a un fatto accidentale, gli hanno lasciato un messaggio inequivocabili: alcuni ceri funebri accesi sul davanzale della finestra.

Tutte circostanze che hanno indotto i militari della stazione di Orte a scavare nel recente passato dell'uomo, alla ricerca di episodi che potrebbero aver innescato un forte risentimento nei suoi confronti. E, stando a quanto si è appreso, le indagini avrebbero imboccato una precisa direzione.

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