

di Simone Lupino
VITERBO - Arsenico nell’acqua oltre i limiti, Regione Lazio e Presidenza del Consiglio dei Ministri rassicurano l’Europa: attivata dalle autorità italiane ''ogni utile e necessaria iniziativa'' per far cessare l’emergenza.
Come si ricorderà, era il 9 giugno 2021 quando la Commissione europea decise di deferire l’Italia alla Corte di giustizia UE ''per mancato rispetto della Direttiva 98/83/CE nei seguenti 6 Comuni della Provincia di Viterbo: Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania''. Oltre all'arsenico, nelle zone di Bagnoregio e Fabrica di Roma sono state superate anche le soglie di sicurezza per il fluoruro.

Nei mesi scorsi una relazione della Direzione Regionale lavori pubblici, stazione unica appalti, risorse idriche e difesa del suolo è divenuta parte integrante della nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Struttura di Missione per le procedure di infrazione con la quale si è provveduto ad aggiornare la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea sullo stato, le azioni e le prospettive per il superamento dell’infrazione. La lettera di Palazzo Chigi risale al 16 settembre, ma la notizia si è appresa solo nei giorni scorsi con la pubblicazione della ''Relazione informativa annuale della Giunta al Consiglio regionale per l’anno 2021'', recante le ''disposizioni sulla partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea e sulle attività di rilievo internazionale della Regione Lazio''.
Nella nota si sottolinea ''che il percorso qui delineato dimostra la volontà delle autorità italiane di adottare tutte le soluzioni procedurali necessarie a garantire un progressivo conseguimento del superamento delle criticità contestate e a porre fine all’infrazione e che le iniziative intraprese consentiranno, nei tempi tecnici necessari (...) di raggiungere e consolidare valori allineati alle prescrizioni della direttiva. Il deposito del ricorso ai sensi dell’art. 258 Tfue non rappresenterà, pertanto, un elemento di virtuosa pressione sulle autorità italiane che, a questo punto, hanno attivato ogni utile e necessaria iniziativa''.
Dalla relazione presentata dalla Giunta regionale si apprende intanto che il Comune di Civitella d’Agliano ha comunicato ''che da novembre 2015 viene erogata nelle reti comunali acqua conforme ai limiti di legge allegando a comprova gli esiti delle analisi effettuate dall’Asl di Viterbo nell’anno 2021, e, pertanto, ha richiesto lo stralcio della propria posizione dalla procedura d’infrazione in argomento''.
TAVOLO A PALAZZO CHIGI ''Il 4 e 5 agosto e il 6 settembre 2021 – si legge nel documento - si sono tenute riunioni coordinate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Regione Lazio, l’Egato1 (Lazio Nord Viterbo) e i Comuni di Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Ronciglione, Fabrica di Roma, Tuscania e Farnese per definire un percorso amministrativo condiviso per il superamento dell’infrazione''. ''I Comuni citati – prosegue l’informativa - si sono mostrati collaborativi nell’intraprendere percorsi differenziati per il superamento dell’infrazione in tempi brevi fondati su azioni autonome, a valere su risorse proprie e mediante l’adesione alla convergenza tariffaria proposta dall’Egato''.
UNA ROAD MAP Mentre la posizione di Civitella d’Agliano è in via di ''archiviazione'', le previsioni comunicate all'Europa per gli altri comuni sono le seguenti: per il comune di Bagnoregio, che a giugno 2021 aveva già affidato con risorse proprie il servizio di gestione e manutenzione degli impianti di potabilizzazione presenti sul territorio comunale a una ditta specializzata, si stimavano tempi abbastanza ravvicinati. L'iter sarebbe giunto a conclusione nei giorni scorsi, come comunicato dal sindaco Profili in un video (leggi qui). I Comuni di Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania, su sollecitazione dell’Ente di Governo d’Ambito, avevano espresso invece, ''sia pur in maniera diversificata, la comune volontà di operare autonomamente per superare la criticità concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano negli acquedotti comunali, nel quadro del percorso di adesione allo strumento della convergenza tariffaria''. Ma a questo punto dopo le sentenze emesse alla fine di febbraio dal Consiglio di Stato (leggi qui) sui comuni commissariti è certo che a gestire il problema sarà Talete. I fondi per i potabilizzatori sono stati già stanziati dalla Regione (leggi qui).