ANNO 16 n° 266
Anziani maltrattati: c'č chi č finito in ospedale denutrito e disidratato
Ventuno le parti offese, sette delle quali nel frattempo sono decedute
24/01/2025 - 07:02

VITERBO - ''Era del tutto normale legare un vecchietto alla maniglia delle porte, con delle fascette da elettricista, solo perché l'anziano voleva fare magari una passeggiata. Invece gli operatori, piuttosto che assisterli, preferivano stare dentro la cucina dove erano impegnati a scherzare e giocare tra loro''. E' una delle testimonianze di ex dipendenti, acquisite dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sui maltrattamenti nella casa di riposo di Latera che hanno portato tre operatori socio sanitari in carcere, altrettanti interdetti dal lavoro. Comparsi ieri davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Intanto dalle pagine dell'ordinanza emergono nuovi dettagli sulle modalità con cui gli anziani erano accuditi.

''Il loro interesse - ha riferito ancora la testimone - era quello di sbrigarsi a mettere a letto i vecchietti il prima possibile in maniera che poi avevano il turno completamente libero e fare quello che gli pareva. In particolare questo avveniva la sera e difatti i nonni venivano fatti cenare molto presto anche alle 17,30. Dopo aver cenato tutti dovevano andare subito al letto e spesso per sbrigarsi i vecchietti non autosufficienti con problemi anche di deglutizione, gli veniva tolto il mangiare, non venivano imboccati e non di rado andavano a letto affamati''.

Gli stessi investigatori e la Procura hanno specificato che ''le indagini hanno disvelato una serie di ulteriori episodi, ci sono  sui quali ancora deve farsi luce, che riguardano, in particolare, l’alimentazione delle anziane vittime - spesso lasciate senza mangiare ovvero malnutrite, la somministrazione di farmaci ansiolitici ed il frequente ricorso all’applicazione di strumenti di contenzione - fascette o bende - con cui gli anziani venivano legati al letto e qui lasciati per ore''.

Tra gli episodi riportati anche quello di un anziano che era stato fatto ricoverare a Belcolle su decisione della famiglia ed era stato dimesso con una diagnosi di disidratazione e malnutrizione e poco dopo è deceduto.

Ventuno in tutto le persone offese, sette delle quali nel frattempo sono morte.

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