ANNO 16 n° 273
Alloggio occupato
parla la Maccarrone:
''Me ne voglio andare''
04/12/2013 - 02:01

VITERBO – E’ una storia di indigenza, povertà e disperazione quella di Tiziana Maccarrone. La donna che ha occupato la casa popolare di via Tagete al quartiere Santa Barbara dice la sua verità. Fra un mese lascerà quella casa ed è sua volontà farlo: ''Me ne voglio andare, non ho rivalsa nei confronti della signora Carrabbino (l’assegnataria dell’alloggio popolare, n.d.r.), nelle mie azioni non c’è cattiveria''. E’ alla ricerca di un’altra casa in affitto, magari sperando che il Comune possa aiutarla nel pagamento delle spese.

E’ una donna sola Tiziana Maccarrone: le restano il marito e i suoi figli, quelle due anime a cui vuole a tutti i costi dare un tetto. Infatti spiega così l’occupazione della casa: ''Era un appartamento libero, lo sono venuta a sapere, ma soprattutto aveva le utenze attaccate. Era l’unico modo attraverso cui avrei potuto tenere con me i figli''. La Maccarrone già a febbraio, quindi prima di occupare l’alloggio in via Tagete, aveva trovato una casa libera in via Cacciabella e si era autodenunciata. I Vigili urbani interpellarono i servizi sociali che le fecero notare come in quella casa mancavano le utenze e se fosse rimasta le avrebbero tolto i figli.

Per questa occupazione è in corso un procedimento penale in cui Mla signora è stata citata in giudizio (l’udienza è fissata il 9 marzo 2015). Mentre per la casa di Santa Barbara pende un procedimento per occupazione abusiva e furto aggravato.

I tempi della giustizia sono biblici e, allora, chi è preso dalla disperazione e dalla paura di non poter neanche dare una casa ai suoi figli si gioca tutto, anche andare incontro a reati penali: ''Ho provato ad entrare nelle graduatorie per vedermi assegnata una casa popolare. Ma è praticamente impossibile: ci sono anche i cittadini stranieri, gli extracomunitari che hanno tanti figli a carico. Poi ci sono delle situazioni davvero sgradevoli di cui sono venuta a conoscenza. E allora preferisco affrontare un procedimento penale''.

La situazione è paradossale. Da un lato si deve ristabilire la legalità, dall’altro la realtà presenta una miriade di sfaccettature, di situazioni al limite della totale indigenza che spingono a gesti disperati: ''Ho saputo che la casa di via Tagete era disabitata, nel senso che c’erano i mobili, c’erano le utenze, ma io non ho mai usufruito dei beni della signora Carrabino. Questo ci tengo a sottolinearlo''.

Il suo legale Samuele De Santis chiede che siano le istituzioni a prendersi carico della vicenda: ''Ritengo che siano gli enti pubblici a dover risolvere questa situazione sia a tutela delle persone che hanno diritto di vivere in quella casa sia a tutela di chi si trova nella situazione di Tiziana Maccarrone. Ho saputo che il Comune vuole fare un censimento delle case, ma deve anche considerare che ci sono casi davvero disperati. Sia con questa che con la precedente amministrazione abbiamo cercato una soluzione, ma non è mai arrivata una risposta definitiva''.

L’ultimo atto è di questa mattina. E si è ripetuta la stessa scena: arrivano i poliziotti, arriva l’ufficiale giudiziario, si confabula questa volta all’interno del portone perchè c’è un vento gelido, e si rinvia. Il 13 gennaio sarà l’ultimo giorno: Tiziana Maccarrone vuole andare via. E spera di trovare un grande regalo sotto l’albero di Natale.

Facebook Twitter Rss