

VITERBO – Spunta un certificato medico e la vicenda della signora Maccarrone che ha occupato una casa popolare slitta di un altro mese. Dieci giorni di prognosi per uno dei due bambini a carico della donna e non si può fare altro che rinviare lo sfratto. Questa mattina alla presenza dell’ufficiale giudiziario, delle forze dell’ordine e dei familiari della signora Carrabino (l’assegnataria dell’alloggio) è andato in scena l’ennesimo atto della querelle che sta assumendo i contorni del paradosso: da un lato la legalità che deve essere rispettata e il sacrosanto diritto della Carrabino di poter rientrare a casa sua, dall’altro l’aspetto sociale di una donna con figli a carico che non ha un tetto. Quello che doveva essere il momento conclusivo della vicenda si è trasformato nell’ennesimo rinvio: tutto spostato al 13 gennaio, giorno in cui lo sfratto – si spera – diventerà esecutivo.
“Il nostro è un atto di carità cristiana – commenta il genero di Giulia Carrabbino, l’anziana signora che vive in casa di un nipote – in concomitanza delle festività natalizie mia suocera ha deciso di far restare in casa la Maccarrone. Ma da otto mesi viviamo una situazione paradossale e mia suocera che non riesce a entrare in casa sua. Nel frattempo paga regolarmente l’affitto. Per non parlare dell’aspetto penale della vicenda (pende un procedimento contro la Maccarrone, n.d.r.) che ancora non è stato preso in considerazione, Spero che il 13 gennaio tutto si risolva. La mia famiglia vive un incubo da cui non riesce a svegliarsi”.
Insomma tutto rimandato dopo Natale: in quell’occasione Tiziana Maccarrone dovrà lasciare l’abitazione al secondo piano di via tagete 23 nel quartiere Santa Barbara.