ANNO 16 n° 274
Ad Amatrice la gente non molla: ''Da qui non andiamo via''
Dubbi e incertezze sul futuro tra i sopravvissuti che chiedono di ricostruire presto le loro case
03/10/2016 - 02:00

 

AMATRICE - (d.s.) Sulla Salaria c'è l’uscita per Amatrice, poi un breve tratto di strada ti porta al bivio che sale in paese, ma c’è un posto di blocco della polizia locale. ''Ci vuole l’autorizzazione per passare e solo i residenti possono salire'' dice un agente. Bisogna allora tornare indietro e prendere la strada per Casale Nibbi che è aperta dalle 12,30 alle 14,30.

Costeggiando il lago c'è un bed & breakfast, si chiama ''Amatrice al lago'': quello che colpisce è che la struttura è intatta, a parte qualche crepa, come spiega Susan, la proprietaria, trasferitasi qui nell’84 dall’Inghilterra. ''Ci sono delle crepe all'interno e in queste condizioni non posso riaprire - racconta -. La notte del sisma ho sentito un forte boato, in un primo momento ho pensato ad un tuono, poi ne ho sentiti altri e sembrava un bombardamento, immediatamente dopo la terra ha tremato e siamo scappati tutti in giardino, solo allora ho realizzato che era il terremoto''. La paura per Susan e la sua famiglia è stata tanta, ma per fortuna sono ancora vivi. 'Sono stati attimi di vero terrore, i porta vasi alle finestre volavano giù - ricorda -, poi è mancata la luce fino alle 14 del giorno dopo i cellulari hanno funzionato subito dopo il sisma e con quelli abbiamo chiamato le persone che conoscevamo su ad Amatrice''. Il cervello – continua Susan – è ancora ingabbiato in quei ricordi, ma vogliamo andare avanti e nessuno vuole andare via, anche se sarà difficile''.

Salendo lungo la via si incontrano solo mezzi della protezione civile, pompieri, polizia e carabinieri, dopo il tratto di strada di montagna si entra nel comune di Amatrice e la strada finisce davanti ai giardini pubblici dove adesso sorge il Coc, il Centro operativo comunale. All’interno i geologi della protezione civile stanno monitorando la zona. Il centro è completamente raso al suolo, mentre nella periferia del paese ci sono edifici ancora in piedi, che hanno retto perfettamente al sisma.

''Noi non ce ne andiamo - dice un gruppo di residenti -, vogliamo solo ricostruire le nostre case, il nostro paese. Gli aiuti stanno arrivando e ci sono tante persone qui, venute da tutta Italia, che ci stanno dando una mano''. 'Sì, qui c’è tanta gente venuta ad aiutare - aggiunge un signore -, ma io ne vedo molti fare su e giù nel paese e intanto le macerie sono ancora tutte lì''. 'E' così, in queste catastrofi c’è chi perde tutto e chi ci guadagna'' gli replica un altro.

Qualcuno si preoccupa per l’inverno in arrivo. 'Siamo nelle tende - spiega -, i bambini vanno a scuola nelle tende e sarà così per tutto l’inverno, speriamo solo di avere presto una nuova casa e ricominciare ad avere una vita normale''. C’è anche chi prova ad aiutare donando un sorriso ai bambini, come un gruppo di animatori volontari del Vento. ''E' difficile farli ridere e divertire - raccontano -, noi ci proviamo e ce la mettiamo tutta. Alcuni preferiscono non partecipare ai giochi e per evitare traumi stiamo attenti a non fare spade o armi quando facciamo la manipolazione dei palloncini e ovviamente facciamo il possibile per non farli scoppiare''. In paese c'è anche chi ha perso tutto per la seconda volta, Alessia e suo zio vengono dall'Aquila e avevano una casa qui ad Amatrice. ''Abbiamo perso tutto ancora una volta - commentano laconicamente -, avevamo alcuni amici che sono morti e dopo aver vissuto il terremoto dell’Aquila non ci aspettavamo di essere qui per questo motivo, è impossibile tutto questo''.

Ci sono molti mezzi da lavoro fermi in paese, una squadra di elettricisti dell’Enel spiega che ''la corrente è stata ripristinata subito in paese dopo il sisma, adesso stiamo procedendo a staccare l’energia agli edifici pericolanti che dovranno essere demoliti''.

Si cerca di riportare un pizzico di normalità ad Amatrice a poco più di un mese dal terremoto che ha distrutto il paese, nelle frazioni intorno al comune la situazione è la stessa, ci sono case che hanno retto al sisma e altre che si sono sbriciolate. A Norcia, invece, le case hanno subito lievi danni e nessuno si è fatto male.

Si esce da Amatrice e si imbocca la Salaria, dopo pochi chilometri c’è lo svincolo per Accumuli e poi Arquata del Tronto che è franta giù sulla strada dalla montagna sovrastante, ci sono squadre di operai che rimuovono i detriti sulla via, il lavoro è tanto e ce ne sarà ancora per molto tempo.

GUARDA I VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=M8rGwopAAkQ&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=kS89fwKQ1pI&feature=youtu.be

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