ANNO 16 n° 272
Acqua, partito l'iter per l'ingresso in Talete dei Comuni commissariati
Dopo le sentenze del Consiglio di Stato a favore della Regione. Entro 4 mesi chiusa prima fase. A Fabrica di Roma un incontro pubblico
29/03/2022 - 07:11

FABRICA DI ROMA - A pochi giorni dalle pronunce emesse in serie dal Consiglio di Stato contro gli otto Comuni che nel 2020 si erano opposti alla nomina da parte della Regione di un commissario ad acta che li avrebbe dovuti traghettare in Talete (Palazzo Spada li ha anche condannati al pagamento delle spese legali sostenute dalla controparte), è partito ufficialmente l’iter per il trasferimento del loro servizio idrico al gestore unico dell’Ato viterbese. La prima fase si compierà nell'arco di 4 mesi. Si parla come ormai noto dei comuni di Monteromano, Farnese, Proceno, Ronciglione, Bagnoregio, Fabrica di Roma, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia. 

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A darne notizia è stato ieri con un post il comune di Fabrica di Roma, in cui si spiega che la comunicazione dell’avvio delle procedure risale a giovedì scorso: ''Unitamente ad altri 7 Comuni – scrive l’amministrazione su Facebook - abbiamo ricevuto il decreto del commissario ad acta''. Il decreto, prosegue il Comune, ''preso atto della sentenza del Consiglio di Stato n. 1837 del 2022, stabilisce l’espletamento, nel termine di 120 giorni, delle attività propedeutiche per attuare il trasferimento del servizio idrico alla Società Talete, che dovrà poi successivamente avvenire, secondo uno specifico crono programma''. Rivolgendosi sempre ai cittadini di Fabrica di Roma, il Comune annuncia che ''vista l’importanza e l’interesse della popolazione su questo argomento, quanto prima organizzeremo un incontro pubblico, la cui data e luogo di svolgimento vi sarà successivamente comunicata''. 

La mossa del commissario suona come un campanello di allarme per tutti gli altri Comuni della provincia di Viterbo che gestiscono il servizio idrico ancora in maniera autonoma. Come si legge infatti nella sentenza del Consiglio di Stato, il commissariamento a Monteromano, Farnese, Proceno, Ronciglione, Bagnoregio, Fabrica di Roma, Grotte di Castro e Villa San Giovanni in Tuscia era solo il primo di una serie di provvedimenti identici che la Regione si apprestava a mettere in atto: ''Risulta dai documenti prodotti dalla Regione Lazio che l’esercizio dei poteri sostitutivi è stato previsto nei confronti di tutti i Comuni dell’Ato 1 Viterbo Nord, tuttora inadempienti (come comprovato dalla nota di messa in mora indirizzata a tutti i Comuni inadempienti dell’Ambito, in data 24 aprile 2018), ma effettuando la scelta, rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione regionale, di scaglionare nel tempo le nomine del commissario ad acta''.






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