

di Domenico Savino
VITERBO – Oltre cinquecento mail sono arrivate al sindaco di Viterbo Giulio Marini per ribadire la necessità di sostenere il canile di Novepani a Bagnaia. All’interno della struttura vivono circa 300 cani che, qualora fossero sfrattati, sarebbero rinchiusi in altre strutture o in loculi di cemento.
La storia del canile di Bagnaia non è nuova: la struttura è di proprietà dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) ma è il comune di Viterbo che mantiene i cani. Nello scorso novembre in una lettera inviata dall’Enpa a Marini si diceva che “il rifugio è inadeguato e i cani meritano una collocazione migliore in una struttura che sia in regola con ogni norma in materia”.
Nella storia burrascosa del canile anche un sequestro, nel 2007, dopo le accuse per maltrattamenti perpetrati agli animali. Nel dicembre 2009 fu però dissequestrato con l’assoluzione del dirigente Vezzali perché “il fatto non sussiste”.
L’Enpa continua ancora oggi a ribadire l’inadeguatezza della struttura e il fatto che l’amministrazione comunale la gestisca da anni senza aver trovato altro luogo idoneo all’interno del quale trasferire gli animali. Inoltre il canile ha bisogno – a detta sempre dell’Enpa – di una radicale ristrutturazione, ma questo non è possibile a causa dei vincoli di destinazione urbanistica del terreno. Pertanto è stato intimato lo sfratto nella speranza di dare agli animali un futuro migliore.
“Il Comune ha proposto all’Enpa di acquistare la struttura – risponde Marini - ma c’è stato un secco diniego. Noi da parte nostra non vogliamo che il braccio di ferro perduri e credo anche che da parte dell’Enpa ci sia la necessità di porre fine a questa situazione. Sono disponibile a dialogare nell’interesse degli animali. E credo che anche l’Enpa, che per primo si pone a tutela degli stessi, non si debba irrigidire nelle sue posizioni”.
Tuttavia la storia si arricchisce di un ulteriore capitolo con il recente sopralluogo da parte di un veterinario e di un tecnico della Asl che hanno ritenuto il canile idoneo al suo scopo.
Dunque la situazione è abbastanza ingarbugliata e oggi alle 16 presso il circolo del Pd “Gemma Piacentini” ci sarà una riunione organizzativa per fare il punto della situazione e capire quali possano essere altri margini di azione per evitare lo sfratto e salvare la struttura di Bagnaia in cui i cani (alcuni hanno anche quindici anni) secondo volontari e animalisti sono ben tenuti.
In ogni caso, ha sottolineato lo stesso sindaco, lo sfratto non sarà immediato in quanto non esiste alcun atto ufficiale che per obbligare a farlo. Una situazione, peraltro, a cui nessuno, almeno a parole, vuole arrivare.