

di Domenico Savino
VITERBO – Quando si dice che la sanità funziona. Sono i numeri, le fredde cifre che non tengono conto della passione e della competenza dei medici, che stabiliscono il successo del reparto di medicina protetta, malattie infettive dell’ospedale di Belcolle diretto dal dottor Giulio Starnini: duemila pazienti ricoverati in cinque anni di attività; di questi il 34% soffre di epatopatia virale di tipo B e C. I significativi dati dell’attività della sua équipe (di cui fanno parte i dottori Ialungo, Dell’Isola e Liguori) sono stati presentati in un workshop a Viterbo che si è tenuto nella sala conferenze del Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino.
E’ il primo meeting nazionale tra i reparti di medicina protetta: oltre al reparto di Viterbo hanno partecipato i reparti dell’azienda San Paolo di Milano e dell’azienda dei Colli di Napoli. Come tematiche per questo primo incontro sono state scelte le epatiti virali croniche che coinvolgono decine di migliaia di detenuti (secondo alcune statistiche oltre il 50% dei reclusi ha contratto un’infezione da HBV e/o HCV) con centinaia di decessi, e la psoriasi, una patologia ancora oggi poco conosciuta ed oggetto di discriminazioni.
Le epatiti di tipo B o C sono, dunque, la causa principale dei ricoveri (91% per quella B, il 9% per quella C): il 36% dei pazienti epatopatici giunge al ricovero per motivi dipendenti dall’epatopatia, mentre il 64% dei pazienti al momento del ricovero o non era a conoscenza dell’infezione o sottovalutava la pericolosità dei virus epatici. Altro dato che emerge dall’analisi attenta dell’équipe di lavoro del dottor Starnini è la percentuale elevata (51,7%) di pazienti che effettuava terapia psichiatrica, mentre il 20,2% assumeva terapia metadonica. Segno che molti dei detenuti hanno patologie importanti che riguardano la salute mentale o hanno problemi tossicologici e fanno abitualmente uso di metadone per poter curare la dipendenza dalle droghe.
L’83% dei ricoverati nel reparto di Starnini sono italiani, mentre la restante parte riguarda cittadini provenienti dal nord Africa, dall’Europa dell’est e da altre nazionalità. Le cirrosi rappresentano il 16% di tutte le epatopatie giunte al ricovero e l’età media dei pazienti cirrotici è di 40 anni.
Oltre allo staff medico e infermieristico di medicina protetta e agli esperti locali – il professor Armignacco e i dottori Meschini, Tiburzi e Monarca, sono stati ospiti del meeting opinion leaders a livello nazionale come Sergio Babudieri della Clinica di malattie infettive dell’Università di Sassari e presidente SIMSPe-onlus e Mara Maccaroni, presidente nazionale di A.di.pso. (associazione per la difesa degli psoriasici) che conta migliaia di iscritti in tutta Italia.
Il reparto di medicina protetta di Belcolle è nato nel 2006 ed è uno dei cinque esistenti in Italia: ''Tra in tanti riconoscimenti ricevuti – spiega Starnini - il più gradito agli operatori sanitari che lavorano a medicina protetta è la gratitudine di molti ex detenuti che tornano, una volta riacquistata la libertà, a farsi curare a Viterbo''.