

VITERBO – Continua la battaglia dell’ex arbitro di serie C Gianfranco Cipolloni contro la Figc (Federazione italiana gioco calcio). Ed è una guerra che va avanti dal 1991 quando il noto fischietto viterbese fondò la Spaac (Scuola privata avviamento arbitri calcio) con la sponsorizzazione della Piaggio di Pontedera allora diretta dal compianto Giovanni Alberto Agnelli.
Il suo obiettivo è da sempre stato il professionismo arbitrale, ma la scuola non è mai stata riconosciuta dalla federazione: così Cipolloni ha iniziato a denunciare quello che chiama un vero e proprio boicottaggio psicologico nei confronti dei suoi allievi che per diventare arbitri comunque devono passare all’interno dell’Aia.
La grande preparazione dei suoi ragazzi dal punto di vista tecnico e psicologico e addirittura alimentare (nei corsi Spaac c’era un allenatore di campo per ciò che riguarda la formazione degli arbitri che era affiancato da medici e psicologi che ”coccolavano” i ragazzi) è stata sempre ostracizzata dai vertici dell’Aia e allora Cipolloni vuole andare in fondo alla questione.
Infatti ha deciso di adire le vie legali per “bloccare il potere. Ora ho le prove - dice Cipolloni – e fuori dai tribunali sportivi posso contestarle davanti al giudice civile. Proprio in questi giorni uno dei miei ex allievi, l’ennesimo della serie, è stato bocciato nel passaggio dalla serie D alla serie C. Una bocciatura maldestra che non riesco a digerire. Tempo addietro per ottenere giustizia nei confronti dei miei ragazzi ho coinvolto i media nazionali, il presidente dell’Aia, della Figc, del Coni, ma nulla è valso per ottenere giustizia”.
Intanto Cipolloni sta preparando un dossier per marzo 2013 mese in cui ci saranno le elezioni del presidente dell’Aia nazionale: “Descriverò situazioni, farò nomi e cognomi delle quattro persone che, con i loro atteggiamenti, danneggiano anche la struttura dell’Aia che è per lo più composta da persone serie e corrette”.
Insomma il dado è tratto e c’è da star sicuri che Cipolloni non mollerà di un centimetro.