


VITERBO - In un paio di giorni ha raggiunto quattromila firme la petizione su Change.org lanciata dal quotidiano on line Tpi (The Post internazionale) a supporto della video inchiesta intitolata ''Acqua amara'' sul servizio idrico in provincia di Viterbo realizzata dalla giornalista Veronica Di Benedetto Montaccini. Un lavoro che parte dal problema dell'arsenico in alte concentrazioni nelle acque della Tuscia (da qui i rischi per la salute umana illustrati dalla dottoressa Antonella Litta dell'Isde) e che si focalizza poi su altri argomenti quali il caro bollette lamentato dai cittadini, il tasso elevato di morosità, la polemica scoppiata nei mesi addietro su alcune assunzioni in Talete, la mancata applicazione da parte della Regione della legge 5. La videoinchiesta parla ancora dei costi degli impianti per la deasernificazione che finiscono sulle bollette degli utenti, colpiti così due volti dall’emergenza ambientale, e dei disagi che subiscono i cittadini, con diverse testimonianze.
''Siamo di fronte a un paradosso – afferma Tpi -. Un paradosso che fa rabbia. Che indigna. E che merita di essere raccontato. Nella Tuscia i consumatori sono costretti a pagare le bollette tra le più care d'Italia - a volte arrivano fino a 5mila euro al mese - eppure è anche il territorio con l'acqua più inquinata. Tanto che le sanzioni sono arrivate persino dall'Unione europea, che ha fissato i livelli massimi di arsenico a 10 microgrammi/litro. Un limite superato tutt’oggi da alcuni dei 60 comuni del viterbese di ben 5 volte''.