ANNO 16 n° 272
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Viterbo sotterranea, presto una mappatura
Gli esperti di Sigea e Ispra al lavoro per realizzare una banca dati attendibile

VITERBO - E’ in fase di studio una mappa della Viterbo sotterranea. Proprio così, perché tutte quelle voragini che vediamo in giro per le strade del capoluogo hanno una spiegazione. A rivelarlo è Stefania Nisio, geologa dell’Ispra, a margine del convegno dedicato a voragini e cavità sotterranee in corso ieri a Roma e organizzato da Ispra, Sigea e Società geografica Italiana.

Proprio la Città eterna è stata definita la ‘’capitale delle voragini’’ con il record europeo e forse mondiale registrato nel 2018 di 175 voragini. Cento, invece, sono quelle del 2019. Per avere un termine di paragone, Napoli (città 'sotterranea' per eccellenza) nello stesso anno di voragini ne ha avute appena 20.

Sebbene per Roma sia stata realizzata una prima mappatura del fenomeno (che però raccoglie il 30% circa delle cavità, mentre molte restano ancora sconosciute) quello che è certo è che 'la parte più sensibile è la Roma est, dove anticamente venivano cavati i materiali', spiega Nisio. I quartieri più a rischio? Appio Latino, Tuscolano, Prenestino, Tiburtino e Quadraro, 'zona particolarmente sensibile'.

Ma cosa sono e perché si formano le voragini? 'Le voragini, o sinkhole, sono di due tipi: quelle di natura antropogenica, cioè create dall'uomo per realizzare cunicoli idraulici, cisterne, catacombe e soprattutto cave, e quelle naturali che si sviluppano per lo più nelle aree esterne al tessuto urbano. Quelle che interessano le città sono soprattutto del primo tipo', aggiunge la geologa dell'Ispra. La causa principale di una voragine in città, dunque, è la presenza di una cavità sotterranea. 'Ne abbiamo molti esempi soprattutto nel Lazio, non solo a Roma ma anche Viterbo e Rieti'. E se per Roma esiste una prima carta realizzata dall'Ispra, 'sulle altre città siamo ancora al lavoro. Esiste una Rieti sotterranea e fatta di cunicoli, e anche il tessuto di Viterbo è cavato', conclude Nisio.

'Il rischio maggiore per Roma sono le voragini' ma 'quello che manca è una banca dati del Comune che raccolga via via i dati delle voragini, quelli geologici e le mappature, per cui man mano che avvengono questi eventi si arricchiscono le informazioni a disposizione del comune per gestire quelle che verranno dopo' dice Maurizio Lanzini, presidente Sigea (Società italiana di geologia ambientale) a margine del convegno all’Adnkronos.

E' il Lazio, dunque, a guidare la classifica regionale delle voragini. Dal 2009 al 2019 ne ha registrate ben 967, staccando di gran lunga la seconda regione in classifica, la Campania con 240 voragini in 10 anni, e la Sicilia, terza con 175.




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