

VITERBO - Viterbo sarà teatro dell'evento 'ArcobaleniAmo i diritti' il prossimo 22 settembre, una manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle per sostenere i diritti civili e le comunità LGBT+. L'evento rappresenta una risposta diretta alla controversa kermesse che vedrà protagonista il generale Vannacci, presentando così due visioni opposte del futuro della città.

Il programma della giornata e la scelta di Viterbo
La manifestazione inizierà la mattina del 22 alle 9:30, dando modo alle associazioni del territorio di presentare le loro iniziative attraverso il “quaderno degli attori”. Questo strumento, spiega Massimo Erbetti, coordinatore del Movimento 5 Stelle per la Tuscia, darà spazio a tutti coloro che operano nel campo dei diritti civili per proporre temi e attività che potrebbero essere inclusi nel programma politico del movimento.
Nel pomeriggio, la scena passerà ai parlamentari e agli eurodeputati del Movimento, tra cui Paola Taverna, Carolina Morace, Francesco Silvestri, Stefano Patuanelli e Alessandra Maiorino, che illustreranno il percorso storico del Movimento 5 Stelle in materia di diritti civili, raccontando quanto è stato fatto e quanto si prevede di fare fino al 2050.
La scelta di Viterbo come sede dell'evento non è casuale. 'Abbiamo scelto questa città perché sentiamo la necessità di controbilanciare un evento che rappresenta una visione opposta alla nostra' spiega Erbetti 'C'è chi parla di diritti e chi, al contrario, vuole dividere la società in categorie”.
Massimiliano Gualdi, coordinatore del Movimento 5 Stelle per i diritti LGBT+, spiega come l'evento 'ArcobaleniAmo i diritti' sia nato da un precedente incontro organizzato a Napoli, che aveva avuto un forte impatto nel rafforzare l'impegno del Movimento sui temi dei diritti civili. 'Il nostro obiettivo è dare colore alla città di Viterbo, che non merita di essere rappresentata da un unico colore scuro' dichiara Gualdi 'Le diversità sono una ricchezza, e siamo quello che siamo grazie a esse”.
Il Movimento 5 Stelle, prosegue Gualdi, si è sempre battuto per l'inclusività e continuerà a farlo. 'Il governo e altri attori politici stanno cercando di eliminare la parola 'gay' dal dibattito pubblico, seguendo un percorso pericoloso simile a quello intrapreso da altri Paesi, come la Russia. È nostro dovere proteggere i diritti di tutti.'