ANNO 16 n° 266
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Viterbo ricorda le vittime della Shoah
Un omaggio per coltivare il ricordo e costruire un futuro senza odio

VITERBO - Il 27 gennaio 1945 veniva liberato il campo di sterminio di Auschwitz, simbolo dell’orrore della Shoah. In ricordo delle vittime, in via della Verità, davanti alle pietre d'inciampo istallate nel gennaio 2015 dall'artista tedesco Gunter Demnig, in memoria di tre embrei viterbesi, si è svolta una cerimonia che ha coinvolto le autorità cittadine, gli alunni dell’Istituto Fantappiè, la dirigente scolastica e il vescovo Orazio Francesco Piazza.

La sindaca Chiara Frontini ha spiegato che tutto iniziò con parole che diffondevano odio e divisione 'La memoria è l'antidoto per evitare che simili atrocità si ripetano. Dobbiamo chiederci se, come cittadini e istituzioni, siamo davvero capaci di riconoscere e fermare i segnali di una nuova violenza'.

Anche il Presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha parlato in merito all’importanza di questa giornata “Ricordare questo giorno significa riflettere sulla barbarie più oscura della storia e impegnarsi a costruire una società più giusta”.

Il vescovo Piazza ha poi invitato i presenti a non considerare il passato come qualcosa di distante, ma come un monito “La memoria non è solo un ricordo, ma un impegno. Le sofferenze di ieri ci toccano ancora oggi, e dobbiamo fare di tutto per impedire che si ripetano, ovunque nel mondo.”

La cerimonia si è conclusa con la consegna di medaglie in memoria di alcune vittime viterbesi ai loro successori, tra cui Diamanti Trentino, Girolamo Lucattini, Riccardo Maffei e Sante Reali, e con la deposizione di corone d’alloro.

Alla commemorazione erano presenti rappresentanti delle istituzioni civili, religiose e militari, tra cui la sindaca Chiara Frontini, il Presidente della Provincia Alessandro Romoli, il Vescovo Orazio Francesco Piazza, il Prefetto Gennaro Capo, il Questore Luigi Silipo, Il Comandante Provinciale dei Carabinieri Massimo Friano, e gli assessori comunali.




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