ANNO 16 n° 252
Viterbo piange Marco De Falco, il professore e sub stroncato da un infarto
Aveva 62 anni ed era conosciuto per il suo lavoro al liceo Santa Rosa e per l’attività nel mondo della subacquea. Il dolore di ex studenti: “I tuoi ragazzi sono distrutti”

VITERBO - “Ciao Marco, ci mancherai da morire. I tuoi ragazzi sono distrutti”. È il messaggio che Francesca ha affidato ai social dopo aver appreso della morte di Marco De Falco. Una frase semplice, ma che restituisce immediatamente la profondità del dolore e il senso di vuoto che la sua scomparsa ha provocato tra le persone che lo conoscevano a Viterbo.

De Falco aveva 62 anni. Nella sua vita aveva unito due grandi passioni e attività: era infatti istruttore ed esperto di immersioni subacquee e, allo stesso tempo, insegnante di educazione fisica al liceo Santa Rosa. La morte è avvenuta ieri mattina a Favignana, nell’arcipelago delle Egadi. A stroncarlo sarebbe stato un infarto che lo ha colpito dopo l’immersione, quando si trovava già sul gommone.

La notizia ha raggiunto rapidamente Viterbo e, attraverso i social, ha generato una lunga scia di messaggi. In tanti hanno scelto di ricordare De Falco non soltanto con parole di cordoglio, ma attraverso episodi e momenti vissuti insieme. Tornano così nei messaggi la piscina, la scuola, le attività dedicate ai ragazzi e quella passione per il mare che rappresentava una parte importante della sua vita.

Per molti non era necessario aggiungere il cognome: era semplicemente Marco. Per gli studenti e per chi lo aveva avuto come insegnante, era invece il “prof”.

“Sei stato il mio istruttore di nuoto”, scrive Laura, riportando alla memoria gli anni trascorsi insieme. Nel suo messaggio ricorda anche “la sua carica, motivazione e simpatia”, le staffette condivise e quella personalità descritta come “pieno di iniziative e circondato da tanti giovani ragazzi”.

Anche Tiziana affida ai social un ricordo particolarmente affettuoso, definendolo “il migliore prof. di sempre”. Elisa scrive invece: “Che immenso dispiacere. Quanti bei ricordi. Ciao prof”. Marina, davanti alla notizia, lascia emergere tutta la propria commozione: “Ciao Marco, ciao prof, sono senza parole”.

Tra i ricordi più numerosi ci sono quelli di chi lo aveva conosciuto proprio attraverso la piscina. Per Eleonora quel luogo era legato indissolubilmente alla sua presenza: “Per me andare in piscina era andare da Marco”. Genny, invece, descrive ciò che resta dopo la sua scomparsa parlando di “un vuoto incolmabile a bordo piscina per tutti i tuoi ragazzi”.

Non mancano i messaggi degli ex studenti, che attraverso i ricordi degli anni trascorsi a scuola restituiscono un’altra immagine di De Falco. Viola scrive: “Speravo di rincontrarti a scuola per ricordare insieme tutte le ore di educazione fisica che gentilmente mi abbonavi”. Il suo messaggio si conclude con un ultimo saluto: “Fai buon viaggio, sei stata una gran brava persona e un buon insegnante”.

Anche Maddalena ricorda il rapporto che De Falco aveva instaurato con i più giovani e, in particolare, quello con una ragazza: “Gaia ti adorava e mi raccontava dei progetti che avevi per lei”. Un episodio che si aggiunge alle numerose testimonianze di chi riconosce nell’insegnante una particolare attenzione verso i ragazzi.

Accanto all’insegnamento e alla piscina, il mare rappresentava un’altra componente fondamentale della sua vita. Le immersioni erano una passione coltivata nel tempo e Favignana era uno dei luoghi che conosceva e frequentava. Daniele ricorda proprio lì le sue prime esperienze subacquee: “Le mie prime immersioni le ho fatte proprio a Favignana insieme a te e a Paolo”.

Ed è proprio nell’isola delle Egadi che si è verificato l’episodio che ha portato alla sua morte.

A raccontare quanto sia difficile accettare una scomparsa tanto improvvisa sono anche le parole di chi aveva incontrato De Falco soltanto pochi giorni prima. Loredana scrive: “Avevi preso la pizza sabato perché dovevi partire. Non ci posso credere”. Elisabetta, invece, parla di “un altro dolore improvviso molto grande”. Testimonianze che restituiscono lo sgomento di una comunità di fronte a una morte arrivata improvvisamente.

Dopo essere stato colpito dal malore, De Falco è stato soccorso dai compagni di immersione. Gli altri sub lo hanno sistemato sul gommone del diving e si sono diretti verso il porticciolo di Punta Longa. Durante il trasferimento sono state avviate le manovre di primo soccorso, con il massaggio cardiaco praticato nel tentativo di rianimarlo.

La richiesta di intervento alla centrale operativa del 118 di Palermo è stata effettuata alle 11,20.

Raggiunta la terraferma, il 62enne è stato preso in carico dai soccorritori e trasportato in ambulanza al presidio sanitario di Favignana. Le sue condizioni erano gravissime e il trasferimento è avvenuto in codice rosso.

Nel presidio dell’isola i sanitari hanno continuato per circa un’ora le procedure di rianimazione. È intervenuto anche l’anestesista in servizio presso la camera iperbarica, che ha proceduto con l’intubazione. Nonostante tutti gli sforzi messi in campo dal personale sanitario, però, non è stato possibile salvarlo.

A constatare la morte è stato il medico del presidio sanitario di Favignana.

La tragedia si è consumata dunque nell’isola che De Falco conosceva bene e che frequentava proprio per la sua passione per il mare e le immersioni. Favignana fa parte dell’arcipelago delle Egadi e si trova al largo della costa della provincia di Trapani.

A Viterbo, intanto, resta il ricordo di un uomo conosciuto da generazioni di ragazzi attraverso la scuola, la piscina e lo sport. Una persona che, attraverso il suo lavoro e le sue passioni, aveva costruito nel tempo numerosi legami, oggi testimoniati dalla quantità e dal tono dei messaggi comparsi dopo la sua morte.




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