ANNO 16 n° 272
''Viterbo in festa č la nostra voglia di ripartire, un evento per tenerci uniti''
Parla la presidente della Pro Loco, Irene Temperini: ''Una cittā da amare!''

di Giovanni Masotti

VITERBO - I viterbesi e i turisti hanno seriamente rischiato, quest'anno, di essere privati della tradizione e amatissima manifestazione di San Pellegrino. Ma che cosa era successo?

 ''Non so cosa sia accaduto all’interno dell’amministrazione comunale riguardo alla scelta di non organizzare 'San Pellegrino in Fiore'. Da quello che ho capito c’erano dei progetti, probabilmente anche l’uscita di un bando, che poi non si è più fatto in tempo a realizzare''.

Com'è nata l'idea della Pro loco di salvare in qualche modo l'evento pur cambiandogli formula e nome?

''L’idea di organizzare qualcosa di nuovo è nata una mattina di metà febbraio, a Via San Pellegrino. Stavo collaborando con Netflix per le riprese del Decameron nel quartiere medievale e mi convincevo che sarebbe stato bello creare un evento lì. Un evento colorato, una festa... con musica, mercatini, installazioni. Ho condiviso questa idea con Francesco Cerra, del Tetraedro. Pensavamo al ponte del 2 giugno. Poi, alla notizia che 'San Pellegrino in Fiore' non si faceva, ricevuta qualche giorno prima che uscisse sulla stampa, parlandone con il sindaco, abbiamo optato per il fine settimana fatidico del primo maggio. E in ventiquattr' ore abbiamo elaborato il logo e coinvolto una ventina di realtà cittadine, ad oggi divenute più di sessanta. Un risultato entusiasmante!''.

Qual'è la caratteristica fondante di ''Viterbo in Festa'', quale il suo obiettivo?

''La caratteristica primaria di 'Viterbo in Festa' - che non è, né sarà, San Pellegrino in Fiore - è la forte partecipazione dal basso attorno a un’idea. E’ la grande voglia di ripartire - dopo tre anni non troppo sereni, che ci hanno minato in profondità - prendendo per mano la città. Il proposito è dimostrare, innanzitutto a noi stessi, che insieme non abbiamo bisogno di un’astronave che venga a salvarci, ma che con l' amore, la collaborazione, facendo ognuno un passo indietro per un’idea collettiva e condivisa, si va lontano, senza lasciare indietro nessuno. In termini pratici, l’obiettivo è regalare a viterbesi, turisti, e a tutti noi, residenti, lavoratori, commercianti, negozianti, ristoratori, titolari di strutture ricettive del centro storico tre giorni di bellezza e di festa. Tre giorni di fiori, colori, musica, realizzati con il contributo di tutti, senza esclusioni e senza bandiere, se non quella di Viterbo, l’unica per tutti noi scolpita nel cuore''.

E per il 2024 quali sono le intenzioni? Si cambierà di nuovo o no?

''Se sarà stata una bella esperienza, se avremo fatto insieme un buon lavoro, se verrà fuori qualcosa che apporterà un contributo nuovo e vero alla città, l’idea non è quella di andare a sostituire San Pellegrino in Fiore, ma di ripetere questo evento in un altro momento, magari ad inizio estate. Vedremo come vanno le cose!''.

E la Temperini sente che andranno bene.




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